Gazzetta di Modena

Modena

progetto disabili del csi 

Ragazzi in festa alla Cdr con #sportanchio

Ragazzi in festa alla Cdr con #sportanchio

«Meglio perdere uniti che vincere divisi». Sono esordienti al progetto #Sportanchio, ma i giovanissimi della scuola media San Carlo ne hanno già compreso lo spirito. Come loro, circa trecento...

2 MINUTI DI LETTURA





«Meglio perdere uniti che vincere divisi».

Sono esordienti al progetto #Sportanchio, ma i giovanissimi della scuola media San Carlo ne hanno già compreso lo spirito. Come loro, circa trecento giovanissimi della provincia che hanno partecipato ieri all’evento d’inclusione organizzato dal Csi alla Città dei Ragazzi. Si sono confrontati sia in sport più conosciuti come pallavolo, calcio e basket sia in discipline da scoprire come la scherma, il badminton e persino lo sci su prato.

Non contava la vittoria, ma il divertimento e la crescita insieme quali che le abilità e le provenienze geografiche.

«Abbiamo chiamato l’iniziativa #Sportanchio per far passare un messaggio d’integrazione e superare il concetto di disabilità - ha spiegato Paola D’Elia, componente del Centro sportivo italiano e referente del progetto - e creare un’inclusione a 360 gradi, che permetta anche ai minori stranieri non accompagnati di essere accolti attraverso lo sport». Il loro numero è cresciuto rispetto alle edizioni passate della festa, quando l’evento si chiamava ancora “Disabili e sport”.

«C’è stata una grandissima partecipazione - ha garantito D’Elia - grazie anche all’assessorato di riferimento, che c’ha permesso di entrare in alcune scuole anche in tempo extrascolastico. Soprattutto nelle medie, c’è stata una grandissima inclusione. Tendenzialmente i minori stranieri non accompagnati, a parte coloro che fanno parte del progetto WelcHome, vivono invece in comunità». La segregazione è l’antitesi di quanto dimostrato ieri dai giovanissimi. «Apprezziamo molto il loro andare oltre ogni tipo di barriere», ha concluso la referente. Un aspetto riscontrato negli educatori presenti. «Fuori la classe sono abituati a stare in gruppo tra loro», ha spiegato Ilary Finetto, educatrice dell’istituto Baggi di Sassuolo. I giovani intervengono a gamba tesa sulle etichette usate spesso dai grandi con una stretta di mano, un passaggio, un incoraggiamento. «Così si abbattono le barriere nelle scuole», ha assicurato Beatrice Bortolotti, insegnante del San Carlo.

Le attività praticate dagli studenti durante l’ora di educazione fisica a scuola sono studiate e attivate da personale specializzato messo a disposizione dal Csi Modena. Se il progetto a oggi non è ancora attivo in tutte le scuole di Modena e provincia, è perché non ci sono abbastanza fondi: un anno di “Disabili e Sport” vale infatti, in termini economici, oltre 30mila euro. Il Comitato ha sempre avuto partner importanti, storicamente il Panathlon. Conad, in particolare, nel corso del 2017 ha sostenuto in maniera importante #Sportanchio grazie ad una raccolta fondi attivata in tutti i supermercati della provincia. Nella stagione sportiva in corso il progetto ha ottenuto un contributo dalla Regione. (g.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google