S. Agostino, Italia Nostra avverte
«Consiglieri comunali attenti sul voto alla variante urbanistica»
Da un lato, pochi giorni fa, il vicesindaco Gianpietro Cavazza assicurava che al Sant’Agostino «si va avanti più che mai in modo integrato, mattone e cultura». Dall’altro l’associazione nazionale Italia Nostra lancia un appello ai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione: “attenti consiglieri - dice in estrema sintesi l’associazione - voterete un documento privo del progetto, sul quale la Soprintendenza ha espresso dei dubbi”. Il consiglio comunale si appresta infatti a votare sulla variante urbanistica necessaria dopo che il progetto ha ottenuto per questa parte parere unanime dalla conferenza dei servizi. «Verso la variante urbanistica che nega il restauro, ma vuole la radicale ristrutturazione, del complesso del Sant’Agostino integralmente monumentale. Si tratta - spiega Italia Nostra Modena - di una forse non inutile lettura per i consiglieri comunali chiamati a deliberare (e forse non inutile neppure per la Soprintendenza)».
Italia Nostra si rivolge ai consiglieri. «Non più in questione la demolizione del blocco centrale del complesso - spiega l’associazione di tutela sui social - che la Commissione regionale per il patrimonio culturale, l’unico organo competente al riguardo, ha definitivamente negato. E che certo la possibilistica considerazione al riguardo dei comitati tecnici del Consiglio Superiore del Ministero non può certo valere a rimettere in discussione. E a quella determinazione il soprintendente doverosamente si è adeguato richiedendo a Fondazione e Comune lo scorso marzo la documentazione integrativa». L’associazione presieduta a Modena da Giovanni Losavio spiega che «il progetto della Fondazione deve essere radicalmente rielaborato» e termina: «Otto mesi di conferenza di servizi, stancamente trascinatasi di seduta in seduta, con il compito assegnato di approvare il progetto della fondazione bancaria, per dover constatare il veto insuperabile della istituzione della tutela».
«Un veto che non può essere nascosto con l’artificio di una preliminare e autonoma (e perciò formalmente inammissibile, disgiunta dalla abilitazione del progetto) approvazione della variante urbanistica, necessaria per rimuovere la prescrizione di restauro dettata nel complesso del Sant’Agostino dal vigente piano. Quando non v’era dubbio che fossero sul punto d’accordo gli unici due enti competenti al riguardo, il Comune e la Provincia. Presieduta dal sindaco di Modena». (s.l.)
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