Sciopero dei maestri diplomati
Sono più di 1.200 gli insegnanti delle scuole elementari a rischio licenziamento
Possibili stop all’insegnamento questa mattina nelle scuole elementari per lo sciopero proclamato in tutta Italia dai sindacati di base (Cub, Usi, Cobas Scuola di Bolgna e Sgb).
La ragione? «Tra un mese - dicono i promotori - alla fine di quest’anno scolastico, verranno lasciati a casa, licenziati per sempre, 55 mila maestri e maestre. Per Modena e province questo significa privare di u no stipendio più di 1.200 docenti e le loro famiglie dopo anni e a volte decenni di insegnamento nelle scuole primarie. Non conta più aver lavorato bene, aver preso bimbi piccoli e averli resi alunni preparati e consapevoli in grado di affrontare l’istruzione superiore. Ora siamo alle soglie del più grande licenziamento della Repubblica Italiana».
Questo il giudizio durissimo sulla mancata legge che arriva in mezzo a un marasma di ricorsi e controricorsi nati a partire dal 2000. Da quell’anno infatti per poter partecipare ai concorsi abilitanti all’insegnamento, non era più sufficiente il diploma dei 4 o cinque anni, come era sempre accaduto. Da quel momento sarebbe stata necessaria una laurea in Scienze della Formazione Primaria, un titolo di studio che avrebbe in compenso sostituito l’abilitazione consentendo l’entrata in graduatoria.
Nel 2014 un gruppo di maestri e maestre fanno ricorso al Tar del Lazio per contestare questo secondo binario d’inserimento in ruolo che li avrebbe esclusi: prima sentenza negativa, ma ribaltata nel ricorso al Consiglio di Stato. Da quel momento decine di migliaia di docenti si precipitano a fare ricorso per ottenere la garanzia di un’assunzione definitiva, restando al lavoro sempre con una clausola di riserva. Pochi mesi fa l’ultimo giudizio del Consiglio di Stato, negativo per i maestri con il solo diploma.
«Serve una soluzione politica - commenta Monica Barbolini, segretaria modenese della Cisl Scuola regionale - Ci sono anche i diritti di chi si è laureato e ha maturato i suoi diritti in questi anni, rispettando le leggi esistenti. Vogliamo ignorarli? Ma ora non c’è governo: contro chi si sciopera?»
I sindacati di base chiedono invece decreti immediati, analogamente a quanto fatto per Montepaschi e Alitalia. (s.c.)
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