Bagarre in Consiglio, Preci & C. se ne vanno
Zocca. Discussione con il sindaco sui lavori in via Tesi. Tanari lo bacchetta poi però chiede scusa
ZOCCA . Acque agitatissime nel Consiglio comunale di lunedì, con tanto di abbandono dell'aula da parte del gruppo di opposizione “Insieme per Zocca”, sostenuto dal Pd. Il casus belli è arrivato al terzo punto all'ordine del giorno: l'interrogazione presentata dal capogruppo Aldo Preci sui ritardi nell'avvio dell'ultimo stralcio dei lavori di riqualificazione della centralissima via Tesi.
Preci ha fatto le domande, sentito le risposte e poi nel riprendere la parola per i fatidici 5 minuti in cui ci si può dire soddisfatti o meno della risposta è avvenuto il patatrac. Il sindaco Gianfranco Tanari, pur senza togliergli la parola, gli ha detto che la replica era per dichiararsi soddisfatto o meno, non per fare un altro intervento e altre considerazioni. Al che Preci se l'è parecchio presa e per protesta ha abbandonato l'aula, seguito dagli altri due consiglieri del gruppo, Carla Draghetti e Michela Bortolini.
La cosa ha creato un certo trambusto: tra la maggioranza Mirco Ballotta ha cercato invano di ricomporre chiedendo scusa, tra l'opposizione il leghista Alessandro Baccolini ha chiesto di mettere a verbale il proprio disappunto. Il Consiglio è quindi proseguito col rinvio degli altri punti che coinvolgevano i fuoriusciti sull'Aventino.
«In base all'articolo 48 del regolamento io non devo dire solo “soddisfatto” o “insoddisfatto” - tuona Preci - ho 5 minuti di tempo per argomentare come meglio credo il mio giudizio. Il sindaco non può impedirmelo. È un fatto molto grave nell'ambito della dialettica democratica: penso di presentare un esposto al prefetto chiedendo un suo intervento per il ripristino della legalità».
In una nota, il Pd di Zocca ha definito l'accaduto «di assoluta gravità, indice di prepotenza e scarsa cultura democratica».
«Preci aveva 5 minuti per parlare, certo - ribatte il sindaco Tanari - ma rimanendo all'interno dell'argomento: la replica non può tradursi in un secondo intervento in cui addurre mille altre motivazioni. Precisato questo, mi rendo conto che posso aver avuto un atteggiamento duro nel richiamare Preci, e di questo mi scuso pubblicamente. Spero non si stato vissuto come un atto di lesa maestà».
Nel merito dell'argomento, Preci ricordava che i lavori in via Tesi dovevano iniziare a novembre, esprimendo preoccupazione sulle ripercussioni che il cantiere potrebbe avere sulla vivibilità del centro nei mesi estivi di punta turistica e poi a ottobre con la grande festa della castagna. «I lavori inizieranno a giugno - precisa Tanari - per 350mila euro. I ritardi sono legati al rispetto delle complesse procedure d'appalto. Cercheremo di contenere al massimo i disagi, ma chiedo io a Preci: se mi servono 180 giorni e non posso lavorare né d'estate né a ottobre, quand'è che procedo?». (d.m.)
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