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Scuole medie senza sabato Partono anche le Mattarella

di Davide Berti
Scuole medie senza sabato Partono anche le Mattarella

Sperimentazione da settembre per almeno due mesi con una formula innovativa Due pomeriggi a settimana, il venerdì si esce alle 14, grande spazio ai laboratori

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Doveva essere tutto rimandato all’anno scolastico 2019/2020 e invece c’è chi già da settembre di quest’anno anticiperà la riforma delle scuole medie modenesi, non andando a scuola il sabato.

Alle medie Paoli e San Carlo, che votarono anni fa con un referendum tra i genitori, si aggiungeranno da subito le medie Mattarella, che almeno per i primi due mesi sperimenteranno una organizzazione alternativa.

Non tutte le scuole hanno investito le stesse forze sul progetto e, come spesso accade in queste situazioni, chi ha gambe cammina veloce con un obiettivo chiaro. Come nel caso, appunto, delle Mattarella, che rinunceranno al sabato di lezione grazie ad una idea ben precisa e rivoluzionaria di scuola, lontana dal modello tradizionale.

Un progetto che lega attività curriculari ad iniziative di laboratorio (che alle Mattarella chiamano club) sempre all’interno del programma didattico, che porterà ad avere una settimana molto più variegata.

Ogni classe sarà a scuola per due pomeriggi fino alle 16 e al venerdì tutti usciranno alle 14: mercoledì pomeriggio tutti a scuola; prime, seconde e terze rientreranno separatamente un pomeriggio a settimana. Un’organizzazione innovativa basata su questi club, che saranno sei, tre per quadrimestre, obbligatori per tutti: si svolgeranno nei due pomeriggi di rientro e nelle ultime due ore del venerdì, che chiuderanno la settimana.

L’assessore all’istruzione Gianpietro Cavazza non entra nello specifico delle singole proposte: «Per la prossima settimana è già fissato un incontro con i dirigenti in cui condivideremo le proposte che sono state avanzate in sede di Collegi docenti e nei Consigli di Istituto per una prima valutazione, per essere poi condivise con le famiglie nei modi e nelle forme che ognuno ha ritenuto, prima di ritornare in Consiglio di Istituto per essere deliberate. Avremo anche modo di affrontare le questioni ancora aperte legate a una diversa organizzazione oraria – dai trasporti alla ristorazione – e di verificare come si propone di affrontarle».

Ma, appunto, c’è chi è già pronto: «Con alcuni dirigenti ho già avuto modo di confrontarmi - continua Cavazza - Ad oggi non tutti sono arrivati allo stesso punto del percorso. In qualche caso il Consiglio di Istituto ha già deliberato, altri ci sono vicini e qualcuno è ancora nella fase di consultazione dei genitori (dipende anche dalle modalità che si sono scelte). Nell’ambito di questo percorso c’è anche chi è pronto per una sperimentazione di breve durata da attuare nel corso del prossimo anno scolastico, visto che per tutti l’avvio della nuova organizzazione sarà a settembre 2019 (ad eccezione dei Comprensivi 8 e 9 dove le scuole medie hanno adottato da alcuni anni una diversa organizzazione oraria)».

Cavazza, però, non vuole ridurre tutto al discorso del “sabato a casa”: «Diverse sono anche le proposte avanzate, perché non si tratta di decidere se fare o meno lezione al sabato mattina, ma di riorganizzare l’orario mettendo al centro il progetto educativo, prevedendo quindi anche attività extracurriculari di carattere formativo che sono i singoli istituti a decidere, così come decidono in che modo organizzare le attività e valutarle nell’ambito dei curricula. Quello che ci premeva era stabilire un metodo, perché la definizione dell’orario afferisce al campo dell’autonomia scolastica ma si deve giocare nell’ambito di un alto grado di coordinamento ed integrazione tra Comprensivi e scuole e tra scuole e istituzioni locali».

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