Verbali senza controllo dei Tutor Due multe annullate 9 anni dopo
Ci sono voluti nove anni perché un giudice riconoscesse che aveva ragione e le due multe “salate” gli venissero annullate: i verbali non riportavano la data di taratura e di controllo dei Tutor che...
Ci sono voluti nove anni perché un giudice riconoscesse che aveva ragione e le due multe “salate” gli venissero annullate: i verbali non riportavano la data di taratura e di controllo dei Tutor che avevano rilevato quanto andava veloce in autostrada. Non è un dettaglio insignificante, come riconosce il giudice. Si tratta di apparecchi che necessitano di controlli e revisioni proprio perché sono esposti alle intemperie e a condizioni di stress che possono alterare le misurazioni: su questo aspetto è stata categorica la Corte Costituzionale.
La sentenza del giudice Del Borrello per la Prima sezione Civile di Modena arriva proprio a ridosso della clamorosa sentenza sulla proprietà del brevetto dei Tutor autostradali (Sicve) che ha portato proprio ieri al loro spegnimento in quasi tutta la rete autostradale nazionale.
In questo caso è stato invece un automobilista modenese a portare avanti con rara tenacia le sue ragioni anche oltre il giudice di pace. Ora la Prefettura dovrà annullare le due sanzioni e rimborsarlo: una da 380 euro e dieci punti e l’altra da 165 euro e 5 punti. Ed è condannata a pagare tutte le spese processuali.
La vicenda risale al primo maggio 2009 quando il modenese viaggia in autostrada verso Reggio e prende due multe col Tutor. Una volta ricevute le notifiche dalla polizia stradale, contesta le sanzioni e ricorre al giudice di pace perché nei verbali non è indicato quando gli apparecchi che lo hanno incastrato sono stati sottoposti a controlli periodici. Ma nell’ottobre 2013 il giudice di pace gli dà torto e così ricorre al giudice civile. Che gli dà ragione. Il motivo, si legge in sentenza, è che il Tutor - sistema che misura la velocità a sezioni, a volte distanti per chilometri - ha un funzionamento che non può essere garantito solo dalla sua omologazione iniziale: invecchia in fretta ed è sottoposto a stress climatici e ambientali. Scrive il giudice che non basta neppure un controllo degli agenti accertatori: sono necessarie rilevazioni specifiche. È un obbligo indicato dalla Corte Costituzionale. E l’onore di provare che l’apparecchio funziona bene grava sulla Prefettura.
Carlo Gregori
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