Addio al direttore Ramenghi
A 72 anni l’improvvisa morte a Bologna. Il suo segno nel futuro della Gazzetta
Antonio Ramenghi ci ha lasciati, ieri mattina, per sempre. Aveva 72 anni e una passione senza età per il nostro mestiere, di cui è stato e rimarrà un campione: la sua vita, in cui stato esempio di professionalità e impegno civile. Sei anni fa affidò alle mie mani, molto più fragili delle sue, la Gazzetta di Modena che aveva diretto affrontando da par suo l’ennesima sfida. Senza paura di confrontarsi con il nuovo, con una curiosità e un rispetto per il territorio e i cittadini che la lunga frequentazione di altri orizzonti non aveva sminuito, anzi. In breve costruì, insieme alla redazione, un futuro importante per questa testata: quello di un giornale adulto, maturo, rigoroso, partecipe, coraggioso e responsabile. Intuendo prima e meglio di altri che gli scenari stavano cambiando, che gli strumenti per servire chi ha sete di sapere e capire stavano diventando anche altri. Sapendo innovare, anche con qualche capello in meno. Disegnando un domani che oggi e ogni giorno verrà, con una ragione in più, vogliamo mantenere vivo: e all’altezza di quanto Antonio ha saputo dare al mondo dell’informazione e alle comunità a cui si è rivolto. Con un abbraccio, crediamo condiviso da tanti, alla sua famiglia e a chiunque senta come noi Antonio caro e prezioso. Per sempre.
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