Fondazione, bilancio ok Aggirato il caso-diamanti
Mirandola. Patrimonio netto di 126,7 milioni ed erogazioni al territorio di 2,1 Il presidente Mari: «Nonostante gli accantonamenti chiudiamo con un avanzo»
MIRANDOLA. Con una corsa contro il tempo e dopo il nullaosta dei revisori contabili, il Consiglio d’indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola ha approvato il bilancio di esercizio 2017, rivisto in extremis dopo il caso-diamanti che ha portato all’indagine e alle dimissioni del presidente Giovanni Belluzzi. Un bilancio che permette all’ente di mantenere i conti in regola e di continuare ad assolvere alle proprie funzioni di sostegno al territorio. L’investimento sui diamanti - che andrà a scadenza al 30 giugno - è stato di 6,9 milioni di euro, “disinnescato” con un accantonamento prudenziale utile ad attutire un’eventuale perdita.
Venendo ai numeri. «Il 2017 si chiude con un patrimonio netto di 126,7 milioni di euro (+0,14% rispetto al 2016) e 2,1 di erogazioni (+0,47%) - si legge in una nota della Fondazione - I proventi complessivi sono stati di 4,1 milioni di euro che, al netto dei costi di gestione e degli accantonamenti obbligatori e prudenziali, hanno generato un avanzo di esercizio pari a 721.397,62 euro. Sul fronte dell’attività istituzionale, il bilancio evidenzia una disponibilità del fondo stabilizzazione di oltre 3 milioni di euro e come di consueto, nel 2017 sono stati privilegiate le iniziative ritenuti maggiormente idonee allo sviluppo socio-economico del territorio. Sono stati 146 gli interventi erogativi deliberati e l’attività si è esplicata sia in maniera diretta sia attraverso le varie forme di cooperazione già attuate negli anni passati, senza mai sostituirsi agli enti che perseguono finalità di interesse pubblico e che sono autonoma espressione del territorio e del tessuto sociale».
Dal 1991 al 2017 la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola ha erogato al territorio oltre 34 milioni di euro di contributi; il patrimonio è cresciuto dagli iniziali 25,8 milioni di euro agli attuali 126,7.
«Seguendo una prudente e diversificata gestione degli investimenti, dai quali dipende interamente la redditività della Fondazione - dichiara il neo presidente Giorgio Mari - con l’aiuto e la collaborazione di tutti gli organi della Fondazione, gli interventi nelle aree Cultura, Sociale, Ricerca e Formazione, Salute, Ambiente e Territorio, che già avevano contraddistinto l’operato dei miei predecessori, proseguiranno anche con questa presidenza, in quanto l’operato dell’ente deve tendere “esclusivamente all’utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico del territorio, nel rispetto delle tradizioni originarie e della realtà civile e sociale in cui opera”. Nonostante gli accantonamenti, la Fondazione ha registrato un avanzo e ciò dimostra la solidità degli investimenti complessivi. La presenza di risorse accantonate per attività erogativa futura di 7,8 milioni consentirà di non fare mancare il proprio sostegno alla comunità dell’Area Nord».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
