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Fonderie di Modena, le rovine invase da una foresta spontanea

di Stefano Luppi
Fonderie di Modena, le rovine invase da una foresta spontanea

La natura si riprende l’area abbandonata: un’esplosione spettacolare di verde  nei capannoni al centro di vaghi progetti di riqualificazione e lunghi silenzi 

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MODENA. Una"foresta" vera e propria, con piante ed arbusti alti vari metri che a qualcuno faranno pensare alle “rovine” settecentesche dipinte da Giovanni Battista Piranesi oppure a recenti film con i dinosauri.

Ma è degrado vero e proprio che forse non piace a molti tenuto conto che qui si raccolgono anche topi e altri animali. Siamo negli spazi delle ex Fonderie riunite a fianco del cavalcavia Maserati, area abbandonata da molti anni sulla quale non si riesce ad arrivare a una degna riqualificazione.

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In questo modo i residenti protestano e anche se le immagini hanno un certo fascino - qualche ricercare potrebbe studiare come nascono spontaneamente queste piante - occorrono idee e dati certi per risolvere un problema in una zona complicata.

Queste alte piante collocate in quello che era il capannone della ex fabbrica, dove avvenne l’eccidio di 9 operai nel 1950 esercitano un certo fascino, si stanno mangiando tutto lo spazio e forse corrodono le fragili colonne che reggono ancora lo stabile dove c’è stata anche un importante discoteca nei decenni passati.

Certo, qualcosa è stato fatto negli ultimi tempi anche se il vecchio progetto partecipato che molti anni fa doveva riqualificare finalmente questa struttura lungo la ferrovia è morto forse definitivamente. Nel gennaio scorso le ex Fonderie erano tornate di attualità - forse più che altro per l’anniversario dell’eccidio che per altri motivi - grazie a un dibattito legato alla Camera di Commercio.

L’ente camerale modenese ha in mente un parco scientifico per recuperare e valorizzare la struttura e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli in quella occasione confermò la volontà di non abbandonare uno dei luoghi più importanti per la storia modenese.

Almeno - ed è una conquista - c’è la prima parte di una manutenzione e riqualificazione almeno della palazzina storica dov’erano gli uffici delle ex Fonderie.

Il resto, appunto, se lo sta conquistando una vera e propria foresta spontanea. Nella palazzina storica, quella che si vede di fronte proprio percorrendo il cavalcavia lungo viale Ciro Menotti, dovrebbe un giorno essere ospitata la sede dell’Istituto storico, con altre aree dedicate alla biblioteca e a una mostra permanente dedicata alla storia del lavoro del Novecento.

Nel suo annuncio pochi mesi fa il sindaco era stato piuttosto chiaro: «Il costo per il primo stralcio dell’intervento di riqualificazione è di circa tre milioni di euro. In autunno abbiamo definito il percorso con la Regione, e collaborerà alla realizzazione del progetto anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Stiamo confrontandoci inoltre con la Camera di commercio, l’Università (un tempo Unimore doveva partecipare a un vecchio progetto chiamato “Dast”) e associazioni per arrivare poi a un secondo stralcio di recupero del fabbricato industriale a cui assegnare una forte caratterizzazione sul futuro del lavoro e della ricerca, con spazi per start-up e laboratori». Insomma l’attenzione c’è, ma occorre lavorare velocemente perché intanto la natura con la sua potenza e anche la sua bellezza sta prendendo il sopravvento alle ex Fonderie.
 

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