“Giapponizzati”: a Modena la sfida in 49 kimono d’autore
Dal 6 giugno nella chiesa San Carlo in mostra il tradizionale abito con le sue profonde influenze sulla nostra cultura Le creazioni di Gattinoni e dei grandi maestri che ne hanno fatto un simbolo
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MODENA. «La moda racconta molto della nostra società, da sempre, attraverso storie di contaminazioni di culture, che di primo acchito non sono facili, ma che poi portano ad un progresso tangibile per tutti».
Con queste parole il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha presentato la mostra “Giapponizzati. Racconti di un viaggio di moda” a cura di Stefano Dominella, che si terrà dall'8 giugno all'8 luglio nella Chiesa di San Carlo. L'esposizione di oltre 49 kimono esposti attraverso un imponente progetto ideato dall’architetto Fausto Ferri, è stata realizzata in partnership con Modenamoremio, Camera di Commercio, ModenaTur, Iris Ceramica, Grani&Partners, Usco e Bper. Dominella, presidente della Maison Gattinoni Couture, ha già portato in città altre mostre di successo come quella dedicata ai costumi di “Guerra e Pace” e “Gattinoni: la televisione è di moda” con una raccolta tra gli abiti di scena più famosi del piccolo schermo
. Questa volta, assieme ad Edoardo de' Giorgio e Guillermo Mariotto, ci farà immergere nella cultura nipponica attraverso una delle sue icone: il Kimono. “Giapponizzati” ripercorre l’influenza che la cultura giapponese ha avuto sulla moda italiana e non solo e narra, oltre al complesso fenomeno che è stato il giapponismo, anche l'intreccio di diverse culture che hanno dato luogo a fenomeni socio-economici, politici e di costume. «La moda è un grande veicolo culturale - ha sottolineato Dominella - tralasciando, si fa per dire, il fatto che sia il terzo settore che sostiene la nostra economia, dando lavoro a centinaia di migliaia di persone attraverso le 330.000 aziende disseminate su tutto il territorio nazionale, di cui tante nel distretto carpigiano. Il suo compito è quello di “esibirsi” attraverso la cultura che produce, cultura fortemente legata alla contemporaneità nonostante non sembri.
Una contemporaneità espressa anche attraverso il significato di Kimono, ossia “abito da portare sempre” reso particolare dalla cintura obi che richiede anche tre ore di lavorazione per essere posizionata nella giusta maniera». Tra le creazioni presenti: Antonio Marras, Gattinoni, Comme des Garçons, Maurizio Galante, Issey Miyake, Yohji Yamamoto. Tra i giovani designer Tiziano Guardini vincitore del Green Carpet Awards, Gentile Catone, Italo Marseglia, Santo Costanzo, Andrea Lambiase, Alessandra Giannetti, Silvia Giovanardi, Tommaso Fux. Inoltre, anche brand tra arte e moda come NOH Anna Rotella in collaborazione con gli artisti Marco Carac e Fabio Truffa e Dedalus Art lartista Marco Carac in collaborazione con la designer Anna Rotella.
Un omaggio al grande Teatro con costumi provenienti dagli archivi del Teatro dell’Opera di Roma e di Annamode e dall’archivio della Fondazione Festival Pucciniano. La scenografia sarà arricchita dalle Geisha wig realizzate, in carta riciclata, dall’artista Federico Paris.
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