Morì in ceramica, due imputati
Vignola. Operaio schiacciato, i vertici della Garavini accusati di omicidio colposo
VIGNOLA. Due rinvii a giudizio per la morte sul lavoro dell’operaio 47enne Silvano Venturi, deceduto nel piazzale delle ceramiche Garavini il 10 maggio 2017. Imputati per il reato di omicidio colposo sono G. G., 76 anni, e S. G., 37 anni (una donna), in qualità, rispettivamente, di legale rappresentante e di responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dell’impresa, con l’aggravante per il mancato rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il 23 ottobre, davanti al Gup Eleonora Pirillo, si terrà l’udienza preliminare.
«Nessuna definizione né indicazione delle distanze di sicurezza tra percorsi pedonali e dei mezzi, nessuna regola di circolazione per carrelli e personale», questo è quanto emerge dall’inchiesta condotta dal pm Pasquale Mazzei, secondo lo Studio 3A, società specializzata nella valutazione delle responsabilità nei sinistri, a cui si è rivolta la famiglia della vittima.
«Venturi, residente a Doccia di Savignano, e dipendente da 26 anni della Garavini - prosegue lo Studio 3A - quella mattina stava lavorando con due colleghi nel cortile esterno. I tre lavoratori utilizzavano un carrello elevatore con forche e braccio gru per movimentare lastre di marmo che venivano sollevate mediante fasce collegate con moschettone: uno era alla guida, Silvano e l’altro collega si muovevano a piedi a fianco del carrello in movimento, mantenendo le fasce. Lungo il tragitto Venturi ha perso l’equilibrio cadendo in avanti, finendo sotto la ruota anteriore sinistra e subendo gravi lesioni risultate fatali. Nessun malore, come stabilito dall’autopsia». Nel corso delle indagini, prosegue lo Studio 3A, sarebbero emerse lacune nelle norme di sicurezza: «Agli imputati si contesta di aver “omesso nel documento di valutazione dei rischi di calcolare e di stabilire con adeguata segnaletica orizzontale e verticale nell’area cortiliva le distanze di sicurezza tra percorsi pedonali e dei mezzi, di indicare le regole di circolazione dei carrelli, dei pedoni e dei mezzi operanti all’esterno e di adottare misure organizzative e procedurali per le zone dove lo spazio non consentiva di rispettare la distanza di sicurezza». (gib)
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