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Sequestrato un milione a imprenditore

Sequestrato un milione a imprenditore

Un industriale 70enne del tessile produceva in Cina di nascosto e trasferiva i profitti alle Seychelles e alle Isole Marshall

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Un’azienda fantasma, una black box, cioè una scatola nera, in cui veniva effettuata buona parte della produzione. Solo che, appunto, per il fisco non esisteva.

La Guardia di Finanza di Carpi con il coordinamento del pm della procura di Modena Francesca Graziano, ha da poco concluso le operazioni relative all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per circa un milione di euro, emesso dal gip del Tribunale di Modena, verso una società e un imprenditore carpigiano, 70enne e operante nel settore del tessile abbigliamento. Le responsabilità contestate riguardano l’aver sottratto al fisco diversi milioni di ricavi spariti in Cina.

All’imprenditore, il cui marchio non appartiene al Gotha delle aziende d’abbigliamento carpigiane, è contestato il reato di dichiarazione infedele, previsto dall’articolo 4 del decreto legislativo 74 del 2000. L’industriale è stato rinviato a giudizio e verrà fissata un’udienza dal gip per discutere di quest’ipotesi di reato.

L’operazione della Guarda di Finanza di Carpi è stata massiccia ed è durata oltre un anno: essa ha permesso di individuare una stabile organizzazione “occulta”, cioè nascosta. Si tratta di una vera e propria filiale estera dell’azienda che non era stata dichiarata al fisco italiano. Attraverso quest’azienda l’imprenditore carpigiano realizzava in Cina una parte consistente della sua produzione. I frutti dell’evasione venivano poi trasferiti anche in paradisi fiscali, le Seychelles e le Isole Marshall, tramite conti correnti e società create ad hoc.

I primi riscontri acquisiti nel corso dell’attività di intelligence e di verifica sull’esistenza di società di diritto cinese, di cui non vi era traccia nella contabilità del soggetto italiano controllato, hanno trovato piena conferma nelle successive indagini, che hanno previsto perquisizioni locali e personali. Le operazioni si sono quindi concluse con l’esecuzione di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei profitti di provenienza illecita, perché derivanti da evasione fiscale per quasi un milione di euro nonché, come detto, con il rinvio a giudizio del responsabile disposto dal gip.

Sul piano amministrativo, a riscontro della bontà dell’attività eseguita che ha fatto emergere la sottrazione all’erario nazionale di redditi per importi significativi, la società ha chiesto all’ufficio finanziario competente e ottenuto di definire un accertamento che ha confermato i riscontri dell’attività della Guardia di Finanza carpigiana. L’analisi di rischio riguardante i contribuenti viene effettuata attraverso l’incrocio di banche dati che fanno emergere degli alert. Ad esempio, si può evidenziare che un soggetto ha effettuato un’operazione di compravendita acquistando e vendendo a prezzi molto differenti che innescano un comportamento sospetto.

«L’attività di servizio condotta dalle Fiamme Gialle di Carpi rappresenta un’efficace e concreta testimonianza della quotidiana azione realizzata dalla Guardia di Finanza a contrasto dei fenomeni di evasione e pianificazione fiscale internazionale aggressiva - dicono dal comando provinciale - nell’evitare gli effetti dannosi tipici dell’evasione in termini di alterazione della normale concorrenza tra le imprese e di maggior carico fiscale per i cittadini onesti»

Serena Arbizzi

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