Un odg sul dialetto spacca la maggioranza
Diversi consiglieri Pd abbandono l’Aula in segno di protesta contro la proposta di Venturelli e Ghinelli
Un Consiglio comunale tranquillo fino a quando la situazione è degenerata. Ad innescare il dibattito è stato l’ordine del giorno a firma del consigliere Gino Venturelli, letto da Paolo Ghinelli, avente come oggetto la tutela delle tradizioni e della cultura del territorio, nonché la conservazione del dialetto sassolese.
«Abbiamo il dovere - si legge nella mozione proposta dai due esponenti del Pd - di creare quella contaminazione culturale del nostro territorio diretta indistintamente ai giovani e agli studenti di ogni nazionalità: da un lato per tutelare e tramandare le nostre tradizioni; dall’altro per integrare al meglio i cittadini stranieri rendendoli informati sul comportamento della storia del nostro popolo».
Ed è stata proprio quella “contaminazione culturale”, e più in generale il senso della mozione, che ha dato il via ad un moto di protesta, spaccando, ancora una volta la maggioranza. A lasciare l’aula, generando la mancanza del numero legale, con la conseguente sospensione della seduta del Consiglio comunale, quasi tutti i consiglieri del Pd, da Zanoli a Mesini, da El Barrami a Rossi, usciti, autoescludendosi dal voto e impedendo così l'approvazione della mozione.
Dall’altra parte l’opposizione si domanda se questo tipo di discussioni non siano il segnale più che mai evidente di una crisi interna e quindi un motivo in più per prendere in considerazione l’eventuale ipotesi di un cambiamento.
«Da una banale mozione a cui si poteva apportare una modifica - afferma Ugo Liberi di Forza Italia - nel caso se ne fosse rilevata la necessità, all’assoluta inconsistenza dei consiglieri di maggioranza che sono fuggiti dal dibattito. Se anche tra di loro non accettano opinioni differenti i consiglieri di maggioranza come possono gestire la città?».
C’è chi, invece, dall’altra parte, ritiene questo comportamento della maggioranza una tra le più “squallide forme di ostruzionismo”. «Chiediamo alla presidente del Consiglio comunale - spiega Giorgio Barbieri, capogruppo Sassuolo 2020 - di svolgere appieno la propria funzione di garante e di applicare il regolamento consiliare, convocando una seduta in seconda convocazione, dove l’ordine del giorno sospeso verrà trattato come primo punto. Alla maggioranza, invece, chiediamo il coraggio del confronto in aula e la responsabilità delle proprie scelte, requisiti necessari per chi vuole amministrare Sassuolo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
