Un viaggio dall’Oriente che inizia nel ’600
Dall’abito mai visto alla moda del primo Novecento. Dominella: «Stoffe e colori sono stati d’animo»
“Giapponizzati. Racconti di un viaggio di moda” ha come punto di partenza il viaggio di Hasekura Tsunenaga, primo samurai-ambasciatore giapponese, figura emblematica e vassallo convertito al cristianesimo che, nel 1615, arrivò in Italia indossando sontuosi drappi indiani e cappelli alla romana, a simboleggiare di come la moda riesca a varcare qualunque confine.
L'ambasciatore Tsunenaga, partito nel 1613 da Ishinomaki in Giappone, fu mandato in spedizione alla volta di Roma per incontrare Papa Paolo V. Questo viaggio rappresenta l'unica risposta diplomatica e politica, durante gli anni delle grandi navigazioni, dell'Asia Orientale all'Occidente.
I rapporti diplomatici tra Italia e Giappone, sorti per necessità di carattere commerciale, continuarono poi positivamente nei decenni successivi ed ebbero delle invidiabili conseguenze di carattere culturale. La moda racconta storia, contaminazione, cultura. E sul corpo vestito che si legge la storia. L'esotismo giapponese è stato tema di grande ispirazione nella letteratura, nella musica, nel teatro, nell'arte e nella moda.
Nei primi del 900 scoppia in Europa e in Italia una diffusa passione per il Giappone e per la sua cultura, nasce il giapponismo. La moda femminile cambiò drasticamente preferendo capi più ampi e disegnati con una forte impronta orientale, volumi, tessuti rigidi, sovrapposizioni, realizzati in tessuti e colori diversi, ma armoniosi, che rispecchiano le stagioni e gli stati d'animo: creazioni ispirate ai kimono. Paul Poiret fu il primo a proporre le maniche a kimono per abiti “occidentali”.
Contemporaneamente, dopo un periodo di grande chiusura, il Giappone si ispira all'occidente, a tal punto che anche le donne cominciarono ad indossare, in alternativa al kimono, abiti europei ed essere chiamate “moga”, modern girl. Una contaminazione bilaterale dove la tradizione duna cultura diventa la trasgressione dell'altra senza comprometterne l'eleganza.
«Haekura Tsunenaga è considerato il Cristoforo Colombo giapponese - spiega il curatore della mostra Stefano Dominella - e la sua influenza è stata forte, non solo per l'avvio degli scambi commerciali e culturali, ma anche per la moda vera e propria. Porta in Italia una parte dell'orientalismo, tanto che le nobildonne romane cominciano a indossare abiti di ispirazione giapponese: volumi, tessuti rigidi, sovrapposizioni, stoffe e colori che rispecchiano le stagioni e gli stati d'animo». (m.v.m.)
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