Casa Fenocchi, appello rinviato
Il Comune si oppone all’assoluzione ma i giudici prendono tempo
SERRAMAZZONI. Doveva essere l’ora della sentenza di Corte d’Appello ieri per la vicenda di Casa Fenocchi, ma tutto è slittato al 18 dicembre. Si tratta di uno dei casi simbolo delle tormentate vicende urbanistiche, emerso fin dal 2011 e relativo alla palazzina sorta al posto di un vecchio rustico nel verde di Ligorzano. Come si ricorderà, il 19 maggio 2015 il processo di primo grado a Modena si era concluso con l’assoluzione di tutti e tre gli imputati: l’ex capo dell’Ufficio tecnico Enrico Tagliazucchi, la sua collaboratrice Enrichetta Giacobazzi e l’ingegner Adriano Vandelli, progettista.
Il Comune però, attraverso l’avvocato di parte civile Pina Di Credico, ha presentato ricorso, cosa possibile solo alla parte civile e non al pm perché nel frattempo i fatti sono andati in prescrizione. Resta però aperto il discorso su un eventuale danno, che se riconosciuto in Appello rappresenterebbe anche una condanna “morale”.
Ieri però in udienza (presente a Bologna una delegazione del presidio del Frignano di Libera) l’avvocato di Tagliazucchi Roberto Ghini ha sollevato una questione tecnica sul fatto che la parte civile possa fare appello in sede penale su un processo prescritto, ricordando in merito un ricorso pendente in Corte Costituzionale avanzato dalla Corte d’appello di Venezia. Il Collegio ha quindi disposto il rinvio in attesa del responso, onde evitare di emanare una sentenza a rischio di annullamento. (dm)
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