Intelligenza artificiale Unimore si fa apprezzare
«Avete molte eccellenze con una forte reputazione internazionale». Parola di esperto mondiale. Il professor Trevor Darrell ha concluso ieri i lavori mattutini del workshop sulla visione artificiale....
«Avete molte eccellenze con una forte reputazione internazionale». Parola di esperto mondiale. Il professor Trevor Darrell ha concluso ieri i lavori mattutini del workshop sulla visione artificiale. Il docente dell’Università della California dirige il progetto “Berkeley DeepDrive” sulla guida automatizzata ed è a capo anche del centro di ricerca sull’intelligenza artificiale di Berkeley (Bair). All’hotel Canalgrande ha stuzzicato la fantasia degli iscritti al convegno internazionale sulla "Computer vision", tra nuove frontiere e riflessioni che rovesciano i normali paradigmi. Così anche un idraulico dal cognome italiano che salta tra i tubi in un celebre videogioco diventa uno stimolo per comprendere l’interazione tra ricompensa e curiosità. «Può dipendere dall’applicazione specifica - ha commentato al termine Darrell - ma in generale la curiosità, la voglia di conoscere, il desiderio di approfondire le conoscenze dei processi sono elementi strategici». Alla spiegazione sono seguite le domande, rigorosamente in inglese. Un’occasione in più per consentire agli studenti Unimore presenti di ripassare sia la lingua sia la conoscenza informatica. «Abbiamo avuto tanto da imparare - ha ammesso alla fine Davide Abati, dottorando in Ingegneria informatica al dipartimento Enzo Ferrari - ed è stata una fortuna avere persone così a Modena. C’è da imparare non solo nell’idea rivoluzionaria, ma anche nel modo di produrre qualcosa, di portare avanti uno studio puntuale e conclusivo». Il giovane fa parte del laboratorio AImage Lab dell’ateneo come, tra gli altri, Filippo Grazioli. «Mi ha stupito l’apporto creativo che le persone stanno portando alla comunità scientifica - ha spiegato il secondo dottorando in Ingegneria informatica - perché tale creatività è rivoluzionaria. Sono in atto tentativi di ottenere intelligenze artificiali più vicine a quelle percepite nell’immaginario». Alcuni tentativi sono condotti a Modena nel laboratorio all’avanguardia diretto dalla professoressa Rita Cucchiara. «Purtroppo non abbiamo potuto portare tutti gli studenti e i colleghi - ha riconosciuto l’insegnante universitaria, docente di Sistemi di elaborazione delle informazioni - ma stiamo imparando tanto e lunedì porterò il racconto della tre giorni ai miei studenti. Per l’università è fondamentale avere contatti internazionali». Cucchiara ha ricevuto tanti ringraziamenti da rappresentanti di aziende celebri del panorama mondiale come Google e Amazon. Concluso il workshop, lo sguardo è già rivolto al futuro. «Il prossimo anno svolgerò entrambi i corsi in inglese - ha aggiunto la docente - ovvero l’uno su “Computer vision and cognitive systems” (Visione artificiale e sistemi cognitivi), l’altro su “AI for automotive” (Intelligenza artificiale per il settore automotive). Stiamo lavorando su vari progetti. Tra essi, ne abbiamo uno con la Panasonic, che finanzia i dottorati. Abbiamo persone che vanno in Giappone e in California, con Facebook e Ferrari stiamo sviluppando progetti: è un periodo molto divertente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
