Pavullo. Patente falsificata, smascherato
Un 58enne da anni guidava con un documento contraffatto dopo il ritiro dell’originale
PAVULLO . Aveva fatto un “lavoretto” con i fiocchi, tanto che da anni se ne andava tranquillamente in giro come un automobilista provetto. Invece non poteva fare neanche un metro con l’auto perché la patente gli era stata tolta. Il “fiuto” per i documenti falsi, ormai allenato, ha permesso ai carabinieri del Radiomobile di Pavullo di mettere a segno un altro intervento importante per due motivi: l’aver tolto dalla circolazione un individuo che non aveva i requisiti per girare (costituendo quindi pericolo) e soprattutto l’essere riusciti a individuare già a colpo d’occhio un documento illegale.
È successo mercoledì a Pavullo. Durante un normale servizio di vigilanza, i carabinieri hanno fermato la Panda condotta dal 58enne E.C., italiano e residente in un paesino del Frignano. È sembrato subito un po’ agitato, ma la vettura era a posto e aveva presentato quella che agli occhi della stragrande maggioranza delle persone sarebbe sembrata una regolarissima patente. E invece no. Era falsa e rimediata chissà dove per ovviare a un grosso problema con cui il 58enne doveva fare i conti: il ritiro della patente vera, a cui non era mai seguito un “corso di recupero” e un nuovo esame in Motorizzazione.
La scorciatoia era stata la “patente fai-da-te”, realizzata con molta cura ma non in alcuni particolari determinanti che i carabinieri di Pavullo in questi anni si sono allenati a scoprire con specifiche attività di verifica documentale. Pollice verso dunque al momento del controllo per l’automobilista creativo, che si è visto sequestrare la patente “salvagente” e poi fioccare una denuncia penale per falso. La sua Panda è stata subito sottoposta a fermo, e per tornare a casa ha dovuto farsi venire a prendere.
Nell’ambito di un identico controllo del Radiomobile, qualche giorno fa, era finito nella rete un 38enne moldavo che era riuscito ad aggirare un provvedimento di espulsione grazie allo schermo di un documento d’identità falso. In quel caso erano scattate anche le manette perché pendeva su di lui un ordine di carcerazione. (d.m.)
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