«A Modena servono più ciclisti e pedoni»
Invertire la rotta. È stato questo il monito di giovedì scorso in occasione del seminario di formazione Mo.Ssa (Mobilità sistematica sostenibile aziendale) che si è tenuto presso la Camera di...
Invertire la rotta. È stato questo il monito di giovedì scorso in occasione del seminario di formazione Mo.Ssa (Mobilità sistematica sostenibile aziendale) che si è tenuto presso la Camera di Commercio di Modena. In che senso invertire la rotta? Trasformare gli automobilisti in pedoni, ciclisti e persone che utilizzano i mezzi pubblici. L’iniziativa organizzata da aMo, l’agenzia della mobilità e del trasporto pubblico locale, aveva proprio questo scopo: incentivare la mobilità sostenibile, coinvolgendo aziende, associazioni del territorio e organizzazioni imprenditoriali. Il motivo è presto detto.
«I dati a livello cittadino - ha evidenziato Giorgio Castelli, di Fiab Amici della bicicletta - e provinciale confermano che l’utilizzo dell’auto per raggiungere il luogo di lavoro e di studio è ancora molto elevato, addirittura superiore al 70%, ed è maggiore rispetto a città di dimensioni più grandi di Modena».
Ma, nello specifico che cos’è Mo.Ssa?
«Si può immaginare come un contenitore culturale - ha raccontato Andrea Burzacchini, amministratore di aMo - in cui avviane uno scambio di idee tra le aziende del territorio, aMo, Legambiente e Fiab sul tema della mobilità sostenibile. Il progetto è stato avviato diversi mesi fa con la creazione del sito e del materiale informativo. Il primo segnale di Mo.Ssa però è stato il seminario informativo, dove le aziende hanno raccontano la loro esperienza in termini, appunto, di mobilità sostenibile». Dunque, ci sono già aziende attive in questo senso?
«Sì, e noi ci auguriamo - ha risposto Burzacchini - che tante altre possano seguire il loro esempio. Inoltre, ad ogni realtà lavorativa che segue i nostri suggerimenti diamo una sorta di riconoscimento, un attestato che testimoni l’impegno preso, sperando in un “effetto valanga” che trascini anche le altre».
Quali sono le azioni che possono attuare le aziende? «Dal punto di vista del trasporto pubblico - ha elencato l’ amministratore di aMo - può essere offerto ai lavoratori il cosiddetto prepagato, cioè il lavoratore trova sulla propria scrivania l’abbonamento Seta che gli verrà detratto dallo stipendio. Questo è un incentivo perché si evita di dover impiegare del tempo per recarsi a fare l’abbonamento e di dover spendere, all’inizio dell’anno, l’intero importo delle corse. Per la mobilità ciclabile, invece, è importante che ci sia un parcheggio per i mezzi a due ruote, al coperto e in un luogo sicuro. In altri casi ancora i luoghi di lavoro sono stati dotati di bagni con le docce. E poi c’è il “car pooling” ovvero l’auto di gruppo, pensato in particolare per i dipendenti della Bassa, dove ci sono grandi aziende difficilmente raggiungibili dai mezzi pubblici o con la bicicletta. In questo caso, il datore di lavoro può mettere in comunicazione i dipendenti per fare in modo che più persone utilizzino una sola auto».
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