Gazzetta di Modena

Modena

formigine 

Abbattuta la villa abusiva Un caso lungo 15 anni

Abbattuta la villa abusiva Un caso lungo 15 anni

FORMIGINE. Dopo 15 anni e tante battaglie legali e polemiche la villa abusiva di Casinalbo è in demolizione. A nulla sono valse le rimostranze del proprietario e dei consiglieri di minoranza che si...

2 MINUTI DI LETTURA





FORMIGINE. Dopo 15 anni e tante battaglie legali e polemiche la villa abusiva di Casinalbo è in demolizione. A nulla sono valse le rimostranze del proprietario e dei consiglieri di minoranza che si erano opposti alla decisione del Comune (e degli organi di giustizia): le ruspe sono in movimento in via Sant’Ambrogio 47, dove è sorta tre lustri fa a due passi dallo svincolo della tangenziale Modena-Sassuolo.

La storia della villa risale addirittura al 2004, quando i lavori di costruzione vennero conclusi. Ma tre anni dopo arrivò il sequestro da parte della polizia municipale, perché i permessi per costruire quell’edificio da 300 metri quadri non esistevano. La richiesta presso gli uffici del Comune era quello della costruzione di un ricovero per gli attrezzi, qualcosa di molto lontano dalla villa che venne poi effettivamente realizzata.

Ora, come dicevamo, le ruspe hanno iniziato a fare il loro lavoro, con grande rammarico del proprietario, che fino all’ultimo ha tentato di salvare l’edificio, non tanto per la primaria funzione per cui era stata costruita, ovvero residenziale, quanto per un uso sociale, un’idea di cui aveva anche informato il Comune.

E ad appoggiare quell’idea, durante un Consiglio comunale di marzo era stato il consigliere civico di minoranza Paolo Bigliardi. «È un edificio nuovo - aveva detto - costituito da due appartamenti e ampie pertinenze, garage, portico e cortile. L’amministrazione ha fatto benissimo a perseguire questo abuso. Oggi, però, dobbiamo capire se esiste un possibile utilizzo o valorizzazione di questo immobile, in modo che possa diventare un bene di tutta la comunità. Penso ad esempio ad una casa di accoglienza per le ragazze madri o comunque a un indirizzo socialmente utile».

Alle richieste del consigliere Bigliardi, aveva risposto l’assessore Pagliani, in maniera molto diretta: «Non siamo di fronte ad una finestra abusiva o a un muretto. In provincia di Modena esiste solo un altro caso di queste dimensioni, questo per capire la gravità della questione. Ora, grazie alle varie sentenze, la palla è totalmente nelle mani del Comune e noi riteniamo che la decisione più giusta sia quella di abbattere. L’alternativa sarebbe quella di utilizzarla per fini sociali, ma dovremmo fare una sanatoria urbanistica, cosa che non abbiamo mai concesso in tutti questi anni all’ex proprietario. L’amministrazione comunale decide di procedere con la demolizione del fabbricato perché riteniamo che ci siano dei valori che sono più importanti dell’immobile stesso, ovvero il valore della legalità. Il rispetto delle regole per noi è fondamentale». (gib)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google