Giornate intense in mezzo alla gente
Un giorno e mezzo in provincia di Modena, a cavallo di due diocesi. Papa Giovanni Paolo II il 3 giugno del 1988 "sbarcò" a Carpi per l'inizio della sua visita sulle strade della via Emilia: incontro...
Un giorno e mezzo in provincia di Modena, a cavallo di due diocesi. Papa Giovanni Paolo II il 3 giugno del 1988 "sbarcò" a Carpi per l'inizio della sua visita sulle strade della via Emilia: incontro in piazza Martiri con la città e la diocesi carpigiana con l'allora vescovo monsignor Alessandro Maggiolini come prima tappa di quel breve, ma intenso, "giro dell'Emilia" papale. Poi Modena. L'arrivo in piazza Grande con il saluto delle autorità cittadine e provinciali e subito la visita al Duomo. In Cattedrale una sosta in preghiera lunga in ginocchio davanti alla tomba di San Geminiano (chi lo vide ricorda la grande intensità della preghiera del Santo Padre di fronte al padre nella fede dei modenesi) e poi l'arrivo in arcivescovado. Qui avvenne il primo vero "fuori programma" della visita papale. Di fronte al Duomo una folla, soprattutto di giovani, preme per un saluto, il Papa si affaccia e fa un lungo discorso proprio ai giovani, ma poi si riaffaccia dopo qualche minuto e scherza con i ragazzi che lo invocano al grido di "Giovanni". «Io sono Giovanni, ma voi siete giovani». Con questa semplice battuta,
Wojtyla conquistò la folla di ragazzi che rimasero sotto l'arcivescovado per diverse ore, fino a tarda sera. Il 4 giugno la visita si apre ancora a Modena. Prima nel piazzale della chiesa di Sant'Agostino, per un saluto al mondo della malattia proprio di fronte a quello che ora è l'ex ospedale, poi in chiesa per l'incontro col mondo della scuola. Tantissimi studenti delle superiori (uno per ciascuna classe delle scuole presenti in diocesi), tantissimi insegnanti di ogni ordine e grado. Seguì lo spostamento in elicottero a Maranello allo stabilimento della Ferrari per l'appuntamento, peculiare a Modena, con il mondo del lavoro. Prima il passaggio aereo sul Santuario Mariano di Fiorano, poi il saluto e il discorso, incentrato sulla solidarietà e sull'etica del lavoro. Infine il ritorno a Modena, in uno Stadio Braglia ricolmo di persone e di entusiasmo, per la celebrazione eucaristica. Una messa partecipata da 30mila modenesi, da tutti i sacerdoti diocesani e dall'arcivescovo monsignor Quadri.
Il Papa salutò Modena con parole sull'importanza della formazione e della catechesi. L'ultimo atto modenese di un Papa molto amato e ancora nel cuore di tanti e non solo dei cristiani. (p.segh.)
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