La difficoltà di integrare edificio storico con una scuola
«Nell’intervento in corso al Sigonio - spiega l’architetto comunale Lucio Fontana, uno dei tecnici di cantiere - le operazioni di tipo strutturale si integrano con quelle legate alla...
«Nell’intervento in corso al Sigonio - spiega l’architetto comunale Lucio Fontana, uno dei tecnici di cantiere - le operazioni di tipo strutturale si integrano con quelle legate alla rifunzionalizzazione degli spazi. Sono previsti, infatti, lavori di riparazione e miglioramento sismico, di restauro dell’intero complesso scolastico compresi un chiostro, cortili e il grande spazio esterno oggi solo in parte mantenuto a verde. Inoltre ci sono le attività progettuali utili per inserire nuove funzioni nella struttura, con la realizzazione, ad esempio, di aule dedicate allo studio di strumenti musicali o dello stesso auditorium, spazi che necessitano di particolari requisiti in tema di miglioramento e isolamento acustico». L’ampio e antico edificio, vincolato dalla Soprintendenza che ha dato il via libera alla riqualificazione, viene dotato di tre ascensori e vengono rimosse le barriere architettoniche. «Nel corso dell’intervento che portiamo avanti - spiega Massimiliano De Luca di Pessina - abbiamo lavorato i primi cinque mesi per mettere mano all’adeguamento strutturale con alcune demolizioni. Prestiamo la massima attenzione alle peculiarità specifiche dell’edificio che, sorto nel XVI secolo come struttura conventuale, da fine ‘800 ha avuto destinazione previdenziale e scolastica. Il palazzo è complesso e quindi lo è il suo restauro: l’intervento ha come finalità la conservazione delle architetture, delle disposizioni d’insieme, dell’aspetto e, per quanto possibile, delle finiture. Per questo, sono state effettuate una dettagliata ricerca storica e un’indagine stratigrafica, quest’ultima volta a individuare materiali e colori antichi, che verranno ripristinati in accordo con la Soprintendenza. Conserviamo anche la facciata realizzata negli anni Trenta». (s.l.)
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