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i dati elaborati dalla finmg 

Medici di base in pensione Crac nel 2021: dimezzati

Medici di base in pensione Crac nel 2021: dimezzati

Come è possibile assistere negli ambulatori di famiglia 703 mila modenesi con soli 210 medici contro i 488 che oggi li assistono? Com’è possibile scaricare più di metà degli assistiti, nei prossimi...

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Come è possibile assistere negli ambulatori di famiglia 703 mila modenesi con soli 210 medici contro i 488 che oggi li assistono? Com’è possibile scaricare più di metà degli assistiti, nei prossimi mille giorni, dalle cure dei 238 medici che entro il 2021 andranno in pensione?

Sono queste le due domande che i medici di base che aderiscono alla Finmg, il sindacato che raccoglie la quasi totalità dei medici di famiglia, hanno posto alle autorità sanitarie.

Nessuna risposta. Tace il Ministero della salute, anche se l’ ex ministro della Sanità Lorenzin è stata rieletta a Modena. Tace anche la Regione, che dovrebbe intervenire con tempestività per evitare il buco generazionale, perchè il problema è comune a tutta Italia. E il territorio è sguarnito.

«A Piacenza ci sono 32 sedi vacanti e gli enti locali stanno già pensando di offrire casa e ambulatorio gratis a chi si trasferisce - esemplifica il dottor Carlo Curatola, 42 anni, ambulatorio a Formigine e responsabile dell’accesso alla professione per conto della Finmg - Soprattutto in montagna i tempi per raggiungere gli ambulatori sono decisivi. Entro tre anni tutti i nodi arriveranno al pettine. Termineranno il loro servizio i medici che entrarono in blocco negli ambulatori di base nel 1980, quando decollò il servizio sanitario nazionale. In un solo anno si passò dal regime della vecchia mutua, in cui i camici bianchi avevano sino a 4 mila assistiti, a un medico ogni 1000- 1500 abitanti. Entro il 2021 il loro esodo sarà massiccio e in tempi brevi».

E la Regione? In nome dei tagli sulla spesa sanitaria ha cancellato dal 2015 a 0ggi 25 posti sulla pianta organica, portando i medici di famiglia nella nostra provincia da 516 a 488.

I bandi per i nuovi tirocini triennali, che sono lo snodo tecnico, sono paralizzati dalla mancanza di fondi. Solo pochi giorni fa, da Rimini a Piacenza, sono stati messi a concorso 100 posti, di cui 95 pagati con fondi nazionali. Stop.

«Stiamo andando verso una paralisi strisciante che diventerà micidiale in una manciata di mesi, già a metà del 2019 - aggiunge Curatola - E se è vero che nel 2025 ne mancheranno 1000 in tutta l’Emilia Romagna è anche vero che a Modena avremo danni enormi da una fuoriuscita non compensata dai nuovi entrati. Nella nostra provincia stiamo passando da una media di 1.500-1.800 pazienti per ogni medico di famiglia a 2.000 e il sovraccarico è destinato ad aumentare. Eppure se si finanziassero con borse di studio i giovani medici che chiedono di entrare, arriveremo a una spesa di 33 mila euro per tre anni contro i 125 mila dei cinque anni per la specializzazione in medicina generale. Chi vuole farsene carico?»

Già, le donazioni per singole malattie o reparti d’ospedale abbondano, con tanto di taglio dei nastri. Ma la medicina di ogni giorno? Basta fare una moltiplicazione e si scopre che con 700 mila euro, il crac del ricambio generazionale verrebbe evitato. Chi è vuole mettere mano al portafoglio?

Saverio Cioce

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