Modena, il prof Mora: «Il mio amico Conte un grande giurista che aiuterà l’Italia»
Il docente insegna diritto civile all’Università: «È una persona perbene e darà tutto se stesso per il Paese»
MODENA. Erano insieme anche dieci anni fa, in un luogo che fino alla settimana scorsa era sotto l’attenzione di tutti i media nazionali: la biblioteca della School of Law dell’Università di New York, dove il nuovo premier ha fatto alcune ricerche e approfondimenti a titolo personale su testi che non si trovano in Italia.
Andrea Mora, avvocato civilista nato e residente a Parma e professore di Diritto civile al dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia, conosce da anni il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, anche lui avvocato civilista.
Professor Mora, come ha conosciuto Conte?
«Ci conosciamo da tanti anni perché facciamo entrambi parte dell’Associazione civilisti italiani, di cui sono segretario. Siamo sempre stati in ottimi rapporti, ci sentiamo spesso e tra noi c’è grande stima: Giuseppe è una persona perbene e un ottimo giurista, allievo di Guido Alpa, che a sua volta era allievo di Stefano Rodotà, portando così avanti una tradizione di grandi giuristi».
Nelle settimane scorse il premier è stato criticato per gli studi a New York e per il curriculum che per qualcuno è stato “taroccato”: cosa pensa di questa polemica? Ne ha parlato con Conte?
«Trovo tutto decisamente assurdo: nel periodo in questione, tra il 2008 e il 2009, ero con lui a New York, dove Conte, come tanti altri professori che frequentano le università straniere, ha fatto alcuni approfondimenti personali nella biblioteca dell’università. Io ho fatto la stessa cosa per due mesi alla Sorbona di Parigi, facendo alcuni approfondimenti che mi sono serviti per scrivere un libro: insomma, se un professore frequenta un’università straniera è improbabile che lo faccia per iscriversi a un master o un corso di specializzazione, dal momento che è già professore, mentre è decisamente più frequente che lo faccia in maniera autonoma per aggiornarsi e per cercare testi che non troverebbe in Italia. Quindi trovo questa polemica assolutamente assurda: anche Conte, quando l’ho sentito, era decisamente stupito per tutto questo clamore su una cosa ordinaria per tanti professori».
Ora, comunque, la vicenda del curriculum è superata, e Conte ha davanti a sé questioni ben più importanti e delicate. Pensa che ce la farà? Non è spaventato di fronte alle sfide che lo aspettano?
«Oltre che un ottimo giurista e professore, Conte è una persona perbene, e metterà tutto se stesso per svolgere al meglio il suo compito e per dare concretezza al contratto di governo. Non credo sia spaventato, anche perché il suo nome non è spuntato dal nulla: gli avevano già chiesto di fare il ministro, poi le cose sono cambiate e gli è stato proposto il ruolo di premier. E ora che le questioni politiche sono state definite, credo sia il momento di lasciarlo lavorare».
Luca Gardinale
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