Modena: a fuoco i garage-dormitori della droga
Pompieri e carabinieri nella rampa sotterranea. I box sono occupati da giovani spacciatori del XXII Aprile
MODENA. Dove scompaiono gli spacciatori non appena subodorano il pericolo di una divisa? Inforcano la loro inseparabile bicicletta, tagliano il parco XXII Aprile e tra ciclabile e stradine interne che lambiscono case e villette a schiera arrivano ai loro rifugi, agli alloggi notturni, all’area “protetta” poco battuta dalle forze dell’ordine. Approdano in via Pisacane, una delle prime laterali di strada Albareto. S
otto a quei palazzoni, quei grandi condomini che si trovano di fronte al bar Astor, c’è il “porto franco”. Chi abita nei palazzi ormai si è rassegnato. I box sotterranei, ormai vuoti, senza alcun padrone se non la proprietà dei condomini, fanno da deposito per gli spacciatori ma non solo. Sono alloggi, ben attrezzati, con brandine, materassi, stufette per riscaldare e per cucinare. Le occupazioni non sono costanti, si va a stagioni e ad ondate, le presenze però, anche alla spicciolata, sono assicurate.
E l’altra sera, come spesso avviene nelle zone occupate, siano questi ruderi o capannoni abbandonati, baracche fatiscenti o come in questo caso garage all'interno di un contesto di vita sociale, è scoppiato un incendio. Verso le 22 dalla rampa del condominio al civico nove è iniziato ad uscire una colonna di fumo e l’odore del bruciato si è diffuso da subito in tutta la zona. Sul posto sono arrivate squadre di vigili del fuoco e poi anche una pattuglia di carabinieri i cui militari hanno presenziato alle operazioni di spegnimento e di sgombero, hanno perlustrato il sotterraneo, fatto accertamenti, rimanendo in zona sino all’una inoltrata. Anche alcuni residenti hanno partecipato all’evento, aiutando i vigili del fuoco a portare in superficie le macerie. C’era di tutto, anche roba da mangiare. E ieri mattina reti, materassi e coperte bruciati facevano bella vista di sé vicino ai cassonetti. Quanto alle cause chi ha effettuato gli accertamenti propende per un evento colposo, causato cioè dall’imperizia di qualcuno che accendendo qualcosa, rovesciando, fumando o quant’altro abbia innescato un rogo che poi si è propagato aggredendo l’intero box dormitorio. Ma non si può nemmeno escludere il dolo, un incendio appiccato per fare un dispetto a qualcuno del giro dello spaccio. «Ormai nessuno va più in quei garage - spiegano i residenti - perché sono occupati da chi spaccia. Adesso c’è un gruppo di giovani, sono ragazzi tunisini, sei o sette, a volte di più: si danno il cambio, girano in bicicletta, li vediamo davanti e anche dietro ai nostri palazzi, arrivano dal parco XXII Aprile e di notte ormai hanno fatto casa qui. Vengono a dormire, ci mangiano, hanno i loro vestiti, le bici, insomma, è il loro ufficio-casa».
«La situazione per quel che riguarda gli inquilini negli appartamenti - spiegano i residenti - è tranquilla. Ci sono famiglie di maghrebini e di africani, ma non ci sono tensioni». Non ci sono persone cioè ai domiciliari che, come spesso accade, fanno gravitare i loro affari nelle vicinanze, per intenderci. Il vero problema che permane viene dai garage sotterranei e lì, spiegano i residenti, ci sono passaggi stretti tra i muri dei palazzoni, corridoi che in pratica collegano tutti i condomini e sbucano nelle laterali, ad esempio in via Cerretti. Insomma, un porto franco per la droga.
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