Aemilia, gli avvocati in... difesa
«Troppa pressione mediatica, noi non siamo della ’ndrangheta»
Proseguiranno almeno fino al 30 giugno le arringhe degli avvocati difensori al processo Aemilia, per i cui 149 assistiti sono stati chiesti quasi 2000 anni di condanna dalla Dda.
Intanto, a farsi nuovamente carico di critiche contro la stampa e a rivendicare dignità professionale per il suo ruolo e quello dei colleghi è stata in nell’aula bunker di Reggio dove si celebra il processo alla cosca emiliana (e modenese), l'avvocato Carmen Pisanello. Pisanello tutela insieme ad altri assistiti Carmine Belfiore, per cui l’accusa ha chiesto la condanna a 23 anni di carcere, o Michele Bolognino, il capoclan nel modenese che “operava” nella Bassa, per cui sono stati chiesti in tutto 40 anni.
«La pressione mediatica è tale- afferma Pisanello- che sembra quasi che le parole dell’avvocato difensore, contrapposte a quella della dda e dei testimoni che sono intervenuti, debbano avere un peso diverso da quelle dell'accusa... Sembra che in questo processo l’avvocato è difensore della ’ndrangheta, ma non è così: è difensore dei diritti degli imputati a cui viene contestato il 416 bis (il reato di associazione di stampo mafioso). Ho letto articoli che parlano di frizioni della difesa con i giudici. Ebbene sottolineo che non c'è alcuna frizione e rivendico questa dignità dell'avvocato difensore in un processo di 'ndrangheta».
Detto che delle frizioni potranno dare semmai conto quanti hanno seguito finora il processo, purtroppo la polemica sui giornali è opposta: ovvero che - nonostante la gravità della vicenda - Aemilia non ha mai riscosso l’attenzione mediatica coerente con il più grande processo di mafia al Nord della storia della Repubblica. Prossima udienza martedì. (ase)
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