Gazzetta di Modena

Modena

Avvocati, le donne sono la maggioranza La presidenza è loro

di Gaetano Cervone
Avvocati, le donne sono la maggioranza La presidenza è loro

Le toghe al femminile sono a 1011 contro le 893 maschili E a capo dell’Ordine c’è una civilista, un caso raro in Italia

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A Modena ci sono sempre più donne avvocato con la quota delle iscritte all’ordine che sfonda quota mille superando il numero dei colleghi uomini. Gli ultimi dati per il 2017 mostrano ciò che ormai è molto più di una tendenza, ma un distacco strutturale: 1011 donne contro 893 uomini, valori che confermano quelli del 2016 (1008 contro 896) e il costante aumento degli ultimi anni che hanno visto la storica elezione di una donna alla guida del consiglio.

Daniela Dondi, 55 anni, civilista, è infatti uno dei 19 presidenti donna dell’ordine degli avvocati che in Italia contano ancora una schiacciante maggioranza di uomini (118) ai vertici dei massimi organi rappresentativi.

Modena si conferma così in prima linea nella svolta rosa dell’avvocatura italiana che di certo non è destinata ad esaurirsi: sotto la Ghirlandina, infatti, il numero dei praticanti del 2017 vede le donne quasi doppiare i colleghi uomini (223 contro 121) tracciando così – anche per il prossimo futuro – una differenza di genere molto ampia. Un fenomeno importante che investe una professione da sempre accompagnata da una connotazione maschile che ormai – almeno a Modena – sembra però superata: «Nei miei primi anni in Tribunale le donne si contavano sulle dita di una mano ed erano percepite come esecutrici di ordini altrui – ricorda Gigliola Iotti, figura storica tra le prime iscritte (nel 1976) all’ordine degli avvocati di Modena – Oggi non è più così e ci sono sempre più casi di successo, ma non c’è stata una svolta dalla sera alla mattina: c’è stato un processo culturale che ha investito tante professioni, comprese la nostra, dove comunque l’idea della donna per indole più determinata e diligente dell’uomo ha comunque avuto un peso e un riscontro maggiore».

La strada resta comunque lunga e tortuosa, basti pensare alle differenze di reddito nella stessa fascia d’età (45/49 anni) con il guadagno medio maschile che supera i 56 mila euro rispetto a quello femminile fermo a 28 mila euro. Ma nulla sembra scoraggiare le nuove generazioni, che si tratti di reddito o della difficile conciliazione tra lavoro ed esigenze familiari: «Io sono sposata, non ho ancora figli ma nulla mi impedisce un giorno di averne – rivela Elisabetta Preci, classe 1982, tra i più giovani avvocati iscritta da 6 anni all’ordine – Non è un mestiere semplice, ma le ragazze non devono spaventarsi: a Modena abbiamo uno dei pochi presidenti donna che ha inoltre un suo studio legale. È un esempio importante, è la prova che i limiti non esistono e i pur tanti ostacoli si possono superare».

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