Gazzetta di Modena

Modena

Che pienone a Vignola per la “rossa” più dolce

di Agata Patanè Armenia
Che pienone a Vignola per la “rossa” più dolce

Gran finale oggi per la manifestazione dedicata alla ciliegia in centro storico Bus da altre province e regioni per scoprire anche le bellezze del territorio

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VIGNOLA. Profumi, sapori e colori in mostra a Vignola per una nuova edizione del tradizionale appuntamento che si tiene ogni anno in onore di sua maestà la ciliegia. L’evento, che si concluderà oggi, ha visto centinaia e centinaia di persone - anche da altre regioni e province - riversarsi per le strade vignolesi, con autobus stracolmi di gente pronta a passare una giornata gustando e portando a casa un po’ di quelle ciliegie che ci invidiano in tutto il mondo. Un esempio può essere quello di Fabrizio da Roma, che racconta come la festa «sta diventando un po’ un rito: andiamo a Milano per la notte, pranziamo a Modena e poi veniamo a Vignola per comprare le ciliegie. Sono tre anni che lo facciamo, un collega di questa zona mi ha fatto assaggiare le ciliegie di Vignola e me ne sono innamorato, ogni anno vengo con famiglia, amici e suoceri in macchina». Ma c’è anche chi preferisce i gruppi organizzati, come per Anna da Lucca: «Per me è il primo anno, ma in genere salgono sempre due pullman per una gita in giornata. Oggi abbiamo visitato un’azienda agricola, poi siamo venute qua ed abbiamo mangiato le ciliegie. Fenomenali». Anche i produttori locali si accorgono della nuova tendenza al turismo enogastronomico che ogni anno porta alla ricerca delle eccellenze là dove vengono prodotte, come nel caso di Valeria, che dal suo stand racconta: «In tre anni, ci siamo fatti tanti clienti da fuori, come da Milano, Varese, Brescia, Cremona. Stamattina un quintale e mezzo di ciliegie le abbiamo vendute a persone che vengono da altre città, clienti che ci hanno conosciuti gli anni scorsi e tornano apposta per i nostri duroni». Un prodotto che non sente crisi, nonostante i cali di produzione subiti quest’anno ed il conseguente aumento del prezzo al chilo, come conferma Valeria: “Sì,. la produzione è stata un po’ strana. È stato freddo fino a fine marzo, per cui l’anno scorso avevo delle varietà che oggi non sono ancora pronte. Con tutta l’acqua che è venuta le prime sono state da buttare, ce ne sono meno però ad un prezzo decente per il produttore. Vendo a 6 o 7 euro al chilo, ma le prime sono riuscita a venderle anche ad 8 euro al chilo. L’anno scorso erano già scese a 5 euro in questo periodo». Le eccellenze nostrane in mostra non si sono però limitate ai soli frutti rossi, con anche altre realtà locali esposte per portare alla luce prodotti da valorizzare e conservare, come per l'aceto di mele de l' "Agromela" di Vignola, una tradizione che viene portata avanti da persone come Fabio, che spiega: «Il contadino di una volta se aveva dell’uva faceva il vino. Dato che però voleva trarre tutti i benefici della terra, prendeva su le mele cadute, le ripuliva, le grattugiava, le torchiava, le bolliva e faceva il suo aceto balsamico. Noi siamo un’associazione, seguiamo l’acetaia comunale e veniamo per far conoscere questo prodotto, tenere viva una tipicità».

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