Bingo alla Corassori di Modena, arriva il “condono”
Sala giochi aperta per altri 4 anni, ma il regolamento lo vieterebbe. In polisportiva anche ambulatori Gulliver, Cir e negozi
MODENA Di certo non sarà piaciuta all’assessore Andrea Bosi, che dall’inizio del mandato ha messo la lotta alle ludopatie e all’azzardo al centro del suo lavoro. Ma probabilmente non farà piacere anche a buona parte del Pd e degli alleati di sinistra, che da tempo (così come Andrea Galli di Forza Italia, da sempre in prima linea sul tema) chiedono di cambiare una situazione difficile da accettare dal punto di vista etico: quella di una polisportiva che ospita una sala per gioco d’azzardo.
Perché c’è ancora la polivalente Corassori di via Newton al centro di una delibera firmata dalla giunta nei giorni scorsi. Una delibera che, oltre ad accogliere le richieste della società sull’ingresso di nuove attività “profit” - dal poliambulatorio Gulliver alla mensa Cir, dalla gelateria alla scuola di estetica - suona come una sorta di condono nei confronti del bingo, la cui attività viene confermata fino alla scadenza del contratto, ovvero il 2 gennaio 2022, quando il Comune stesso, accogliendo le norme regionali sul gioco d’azzardo, ha previsto che tutte le sale da gioco che si trovano entro 500 metri dai luoghi sensibili debbano chiudere o trasferirsi entro sei mesi.
Facendo un passo indietro, la delibera, approvata il 22 maggio scorso, è interamente dedicata alla polisportiva Corassori, e prevede l’«Adeguamento del contratto in essere alle disposizioni del vigente regolamento comunale per la concessione in diritto di superficie delle aree comunali”, concedendo inoltre l’autorizzazione “per l’affitto di porzioni di immobile a soggetti terzi diversi dalle associazioni no profit». Partendo dalla prima parte, l’atto della giunta in sostanza adegua il contratto di concessione dell’area alla polisportiva, rinnovato il 10 aprile 2014 e valido fino a fine giugno 2044, al nuovo regolamento per le concessioni in diritto di superficie delle aree comunali, entrato in vigore pochi giorni dopo (il 24 aprile 2014) la firma del contratto con la polisportiva.
Adeguamento motivato da una richiesta: quella della società stessa, che con una lettera del 7 maggio stesso fa sapere di voler affittare i locali a diverse attività: il poliambulatorio Gulliver, la cooperativa Cir Food, l’Hippogroup Modena (il bingo già esistente), bar, gelateria e scuola professionale di estetica. Una richiesta necessaria, dal momento che il regolamento comunale entrato in vigore nel 2014 prevede un’autorizzazione «per l’affitto a soggetti terzi diversi dalle associazioni no profit”, facendo inoltre presente che le porzioni da affittare non devono superare un quarto della superficie edificata.
Tornando al bingo, il cui contratto con la polisportiva è stato siglato il 2 gennaio 2014 (ovvero tre mesi prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento), la delibera del 22 maggio fa notare che la polisportiva ha segnalato «che a far tempo dal 2 gennaio 2022 cesserà il contratto di locazione commerciale, che non sarà rinnovato».
La sala da gioco, insomma, resterà aperta per altri tre anni e sette mesi, e la delibera di fatto “fotografa” e accetta una situazione che fa a pugni con due aspetti: da una parte la legge regionale, recepita dal Comune di Modena nel dicembre scorso, che concede sei mesi di tempo per chiudere o trasferirsi alle sale da gioco che si trovano nel raggio di 500 metri dai luoghi sensibili - la polisportiva stessa è un luogo sensibile - e dall’altra il nuovo regolamento per la concessione delle aree comunali (a cui, grazie alla nuova delibera, ora si è adeguata anche concessione per la polivalente Corassori), che prevede esplicitamente che nelle aree concesse dal Comune non possano essere ospitate «attività che favoriscano dipendenza, ivi comprese quelle del gioco d’azzardo».
Aspetti che la delibera licenziata dieci giorni fa della giunta sembra ignorare, prendendo semplicemente atto che il contratto con la sala bingo scade nel 2022. Aspetti che non mancheranno di sollevare perplessità nei prossimi giorni, come del resto i calcoli che la delibera fa per dare il via libera alle nuove attività “profit”: dal momento che il nuovo regolamento stabilisce che la quota di attività di questo tipo non possano superare il 25% del totale, la giunta accetta la richiesta della polisportiva di poter considerare “la superficie utile di Cir e Gulliver nella misura del 60% come attività no profit e 40% come attività profit, in quanto attività riconducibili a servizi di interesse collettivo, sociale e in sintonia con gli obiettivi statutari della cooperativa, ispirati e volti allo sport, alla cultura, alla aggregazione, alla pluralità, in definitiva tutti rivolti come servizio alla persona».
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