Caccia al piromane dei 30 cassonetti bruciati a Modena
Crescono senza tregua gli incendi appiccati nella zona di Sant'Agnese e dintorni. Danni per migliaia di euro
MODENA C’è un piromane dei cassonetti. Agisce di notte e ha preso di mira la zona di Sant’Agnese. Ha iniziato in aprile, con qualche incendio ogni tre o quattro giorni. Poi, in maggio, è più facile contare i giorni in cui è andato in bianco. Una trentina di incendi, gli ultimi due alla fine della settimana scorsa, nelle vicinanze di piazzale Riccò, uno dei suoi luoghi più gettonati.
Quello che sembrava solo una coincidenza, il fatto cioè che si incendiassero cassonetti Hera in un’area più o meno delimitata, è diventata una costante e non si può certo pensare che sia colpa di qualche resto ardente di grigliata gettato nella spazzatura o di altre distrazioni “colpose” di cittadini.
Si tratta invece di un’azione continuata e mirata, l’azione di un piromane che pare proprio non abbia ancora spento i propri ardori. Grazie alle sue azioni sconsiderate e futilmente vandaliche, in fiamme non vanno soltanto i rifiuti (spesso anche quelli che i cittadini hanno coscienziosamente differenziato), ma diventano fumo anche i soldi delle attrezzature e il danno è rilevante.
si parla di 1500 euro circa a cassonetto, cifre variabili a seconda della grandezza e della tipologia. Il piromane dunque agisce da quasi due mesi e per ora colpisce esclusivamente di notte. Se si prende come punto base piazzale Riccò, dove c’è la chiesa di Sant’Agnese e dove sono stati bruciati più volte alcuni cassonetti, sulla mappa si possono mettere bandierine rosse per ogni gesta del piromane in un’area compresa tra l’inizio di via Vignolese-Trento Trieste dove c’è l’edicola, la via Valdrighi quindi scendendo nelle vie Sabbatini, Schedoni, Tacchini, Roncaglia.
Ma non sono mancate incursioni fuori campo anche in viale Sigonio e nella zona di viale Medaglie d’Oro e delle laterali. Sinora è andata bene, nel senso che non ci sono stati danni collaterali: considerando la velocità con cui divampano le fiamme e la loro intensità era altamente probabile che un cassonetto dato a fuoco possa intaccare, danneggiare o distruggere anche vetture in sosta nelle vicinanze. Così non è stato e nemmeno si sono registrati danni al verde pubblico, ma la pericolosità rimane tutta: quasi tutte queste strade nel mirino del piromane, oltre che essere sempre costeggiate da auto in sosta, sono alberate e la vegetazione è fitta. A quanto risulta, Hera avrebbe presentato una denuncia contro ignoti e il caso quindi dovrebbe esser noto a chi effettua i controlli del territorio. Per arrivare però alla cattura del piromane dei cassonetti bisognerà avere la fortuna che qualche residente,riesca a vedere un rogo “in diretta”, riuscendo così a dare tempestivamente l’allarme.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
