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Carpi: va al Mugello, sbanda in moto e muore

Carpi: va al Mugello, sbanda in moto e muore

Il 41enne Andrea Botti era in sella ad una Ducati quando è scivolato in curva. Incidente nel Bolognese. Lascia una figlia

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CARPI Una moto che aveva acquistato da appena due anni e usava giusto qualche volta per fare un giro con gli amici e che ieri, alle 8, gli è stata fatale. Andrea Botti, carpigiano di 41 anni, molto conosciuto in città perché manager della ditta Holding Casa, è morto mentre andava al Mugello per assistere al campionato mondiale. Era in sella ad un mezzo che utilizzava poco, a detta di chi lo conosceva, e dopo averne perso il controllo in curva sulla strada provinciale 325 che da Sasso Marconi porta a Castiglione de’ Pepoli, si è schiantato.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri della Stazione di Vado che insieme ai colleghi di Vergato sono intervenuti sul luogo dell’incidente - avvenuto in località Monzuno - Botti ha fatto tutto da solo. In prossimità di una curva, per cause ancora in fase di accertamento, ha improvvisamente perso il controllo della moto arrestando la sua corsa contro il guardrail.

Uno schianto terribile, spaventoso. Nonostante indossasse il casco, infatti, sono state troppo gravi le ferite riportate alla testa, che ha sbattuto violentemente contro la barriera di sicurezza. Andrea è morto poco dopo l’arrivo dei soccorsi. A nulla sono valsi i tentativi del personale sanitario del 118 - arrivato con un’ambulanza - che ha provato in tutti i modi a salvargli la vita. Invano. Il 41enne si è spento su quell’asfalto che fino ad alcuni istanti prima stava percorrendo sulla sua Ducati, e che poco dopo se l’è portato via.

Una morte quella di Botti che ha gettato nello sconforto familiari ed amici. Soprattutto il fratello Massimiliano e la ex compagna Manuela, da cui si era separato da tempo, e mamma della loro piccola di 7 anni. A cui dovranno andare tutto il conforto e l’amore possibili per superare un dolore indicibile come quello di aver perso un papà in circostanze così tragiche. Un male che anche Andrea aveva purtroppo conosciuto anzitempo perché cresciuto senza padre. Botti lascia infatti la madre, vedova da tempo, e due zii a cui era molto legato. In particolar modo Luigi Ferrari, con cui aveva iniziato a lavorare a 20 anni.

Ma lo sgomento è anche nelle parole di un caro amico, Aymen Said, di origini tunisine ma da 15 anni in Italia, anche lui residente a Carpi, e magazziniere per L’Ups. Ed è stata proprio l’attività lavorativa, svolta insieme in passato, ad averli avvicinati e aver fatto nascere una bella amicizia, purtroppo prematuramente spezzata.

«L’avevo sentito una settimana fa e quando ieri mattina ho appreso la terribile notizia non mi sembrava vero - dice - Ci eravamo conosciuti nel 2005, perché abitavamo uno di fronte all’altro. Poi mi aveva chiesto di andare a lavorare con lui nella ditta L’Intarsio, specializzata nella posa e nella levigatura dei parquet. All’epoca era titolare con un altro socio. Abbiamo lavorato insieme per più di dieci anni. Infine a livello professionale avevamo preso strade diverse, ma il rapporto d’amicizia era comunque rimasto. Andrea amava giocare a calcetto, anche se in passato si era cimentato col tennis e aveva la passione per la moto sebbene, da quanto ne so, non la usava spesso come la macchina. Ci saliva ogni tanto per farsi qualche giro con gli amici più stretti. Era molto riservato, non uno di tante parole, ma vorrei venisse ricordato come una persona per bene, come quel gran bravo ragazzo che era e che, per me, sarà sempre».

Valentina Corsini
 

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