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Frankestein, perché il mostro è attuale anche dopo 200 anni

di Davide Vanni
Frankestein, perché il mostro è attuale anche dopo 200 anni

Si è tenuto alla biblioteca Cionini di Sassuolo l’incontro con i “200 anni di Frankestein”, ennesimo appuntamento promosso da Forum Ute in collaborazione con il Comune, che ha permesso al pubblico di...

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Si è tenuto alla biblioteca Cionini di Sassuolo l’incontro con i “200 anni di Frankestein”, ennesimo appuntamento promosso da Forum Ute in collaborazione con il Comune, che ha permesso al pubblico di analizzare e ripercorrere la storia del mostro più famoso della letteratura. Monica Biasiolo, sassolese e professoressa di letteratura all’università di Augsburg, ama definire il romanzo di Mary Shelley come: «Una matrice che si può riutilizzare ad uso e consumo ad ogni epoca, a seconda delle diverse declinazioni che si vogliono dare: un dispositivo quindi malleabile, una materia che si può adattare in base ai diversi punti di vista e alle diverse prospettive». Secondo la docente accademica il romanzo affonda le sue radici nelle paure dell’essere umano, le quali si legano, si scontrano e si manifestano davanti al tema della responsabilità. La mancata accettazione delle conseguenze, prodotte dall’azione degli uomini, è spesso la causa di fenomeni incomprensibili che compromettono il rapporto dell’individuo con la società e la natura. Per questo il nome di Frankestein, erroneamente utilizzato per indicare il mostro e non lo scienziato che lo ha creato, ha saputo attraversare epoche diverse. La conferenza è stata inoltre impreziosita dalla proiezione di alcuni spezzoni di film con la creatura ideata da Mary Shelley.

Davide Vanni

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