Crocetta, sessant’anni di ricordi
Nel libro di Ferrari e Simonini le storie delle elementari di frontiera
Il lancio della Fiat 500 e la prima campanella delle rinnovate scuole Collodi. Il lancio dello Sputnik e l’inaugurazione ufficiale della scuola elementare della Crocetta, il 27 aprile 1957, con il sindaco Alfeo Corassori mentre i modenesi impazziscono per l’autostrada in costruzione che permetterà di accorciare il tragitto verso Roma e Napoli mentre Domenico Modugno trionfa a Sanremo con la canzone “Nel blu dipinto di blu” in coppia di Johnny Dorelli.
È questo il punto di partenza dell’ultimo libro di Maurizio Ferrari e Alessandro Simonini, una coppia inossidabile di appassionati e cultori di storia modenese che hanno focalizzato l’attenzione sull’altroieri, ovvero sulle cronache del Novecento, su cui hanno raccolto una montagna di documenti originali.
Questa voltas la passione per le cartoline d’epoca, i pennini originali e l e boccette d’inchiostro ha prodotto un libro di 250 pagine “Noi! Quelli delle Collodi” (Edizioni Artestampa, 25 euro) che raccoglie la storia e le storie della scuola della Crocetta.
Le sue fondamenta furono gettate nell’anno della guerra d’Etiopia e delle sanzioni, i lavori s’interruppero per la mancanza di fondi e ripresero dopo la seconda guerra mondiale. I due autori, innamorati persi del quartiere che hanno eletto al centro del loro mondo, hanno messo insieme testimonianze e ricordi di chi c’è e di chi non c’è più. Dai bauli sono spuntate le vecchie pagelle, ma anche i vecchi sussidiari (di cui il libro ha mutuato le dimensioni) e le immagini di un mondo scomparso. Chi se li ricordfa i quaderni con il sillabario, i manifesti murali con le 21 lettere dell’alfabeto in bella calligrafia, con gli alunni degli anni ’60 che dovevano riprodurre in bella copia, sui quaderni con i quadretti grossi, con le penne che si intingevano nei calamai, quelli messi nei buchi dei banchi e che venivano riempiti dai bidelli. “Q come quadro”, “D come dado”: non manca niente nel viaggio della nostalgia di una scuola che ha fatto della frontiera della geografia e dell’immaginazione la sua cifra stilistica. L’intitolazione all’autore della favola italiana più famosa del mondo, Collodi, con un Pinocchio vero, è il punto di partenza anche del libro di pochi anni fa di Roberto Alessandrini e Donatella Valenti (“Grembiulini e macchie d’inchiostro”, la scuola Collodi alla Crocetta 1957-2007) e di cui questo libro è la felice prosecuzione.
Saverio Cioce
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