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Fiom: «Maserati? Da Marchionne nessuna certezza»

Fiom: «Maserati? Da Marchionne nessuna certezza»

Le notizie positive trapelate sul futuro dello stabilimento Maserati di Modena, prima degli annunci ufficiali dell’Ad di Fca Sergio Marchionne, hanno trovato conferma solo nelle dichiarazioni dei...

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Le notizie positive trapelate sul futuro dello stabilimento Maserati di Modena, prima degli annunci ufficiali dell’Ad di Fca Sergio Marchionne, hanno trovato conferma solo nelle dichiarazioni dei sindacalisti nazionali di Ugl e Fim, che hanno confermato le ipotesi produttive di Alfieri e Alfa 8C nella sede di viale Menotti. Nessuna conferma da parte dello stesso Marchionne.

E su queste basi ieri Cesare Pizzolla, segretario di Fiom-Cgil Modena, ha diffuso una nota in cui afferma che «Marchionne ha parlato di finanza portando risultati straordinari per gli investitori e annunciando l’azzeramento del debito di Fca, peraltro usando Ferrari Auto come bancomat. Invece l’Ad è entrato poco nel merito del Piano produttivo del Gruppo e tantomeno ha chiarito se e quando arriverà a Modena un nuovo modello a marchio Maserati. Pochi gli elementi positivi, fra cui l’investimento per la progettazione di auto elettriche. Mi stupiscono le dichiarazioni delle altre sigle sindacali che indicano loro quali modelli di auto potranno essere allocati nello stabilimento Maserati modenese. A parte la cravatta sfoggiata da Marchionne per l’occasione, non c’è nulla di nuovo nel Piano che dia certezze sulla continuità produttiva nello stabilimento del Tridente con produzioni a marchio Maserati. Da indiscrezioni giornalistiche si dava per certo l’arrivo dell’Alfieri Maserati a Modena ma l’Ad ha indicato i nuovi modelli che Fca intende sviluppare nei prossimi 4 anni, ma non ha detto in quali stabilimenti verranno allocati».

«Se e quando ci sarà un eventuale modello su Modena - ha continuato Pizzolla - si dovrà chiarire: quando parte la produzione e quante automobili si pensa di produrre per ri-occupare i 300 operai di Maserati presenti all’inizio dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Per i riflessi sull’occupazione, un conto è parlare, ad esempio, di una produzione di un nuovo modello con 1.500 unità, un altro è parlare di una produzione di 5.000 unità. Inoltre bisogna tener conto che passare dalla produzione di auto a motore termico a quelle a motore elettrico, servono meno ore di produzione e quindi per saturare gli impianti, a parità di ore produttive, servono più automobili da produrre. Ammesso che arrivi un nuovo modello, ci vorranno molti mesi prima della messa in produzione. Sono già stati utilizzati circa 9 mesi di ammortizzatori sociali dei 24 mesi a disposizione sino al 24 settembre 2020, e si continua a utilizzare in media 7/8 giorni di cassa integrazione al mese. Questo Piano industriale succede a due piani i cui risultati sono stati disattesi, perché dei 27 nuovi modelli annunciati tra il 2014 e il 2018 ne sono stati messi in produzione 12. Si prospettava un 1 milione e 400 mila vetture prodotte negli stabilimenti italiani, ma ne sono state prodotte circa il 50%. Già nel piano del 2014 si garantiva la piena occupazione al 2018. Fiom/Cgil chiede un incontro unitario alla direzione modenese di Maserati dove venga spiegato come si traducono le generiche dichiarazioni del dottor Marchionne in concreti impegni per garantire il futuro dello stabilimento modenese e conseguentemente l’occupazione». Una richiesta in questo senso ieri è arrivata anche da parte del sindacato nazionale Fismic Confsal.

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