«Hospice: Villa Montecuccoli sede ideale»
Approvati ordini del giorno ed emendamenti per favorire la struttura per l’assistenza dei malati gravi
La soluzione-Muzzarelli non sarà semplicissima, tra costi di ristrutturazione e vincoli della Soprintendenza, ma il segnale del Consiglio comunale è stato perentorio: Modena avrà il suo hospice, ovvero una struttura per l’assistenza dei malati gravi e per le cure palliative che al momento, considerando l’Emilia Romagna, manca solo alla nostra provincia. Un via libera unanime arrivato ieri sera in aula, con l’approvazione da parte di tutti i gruppi dell’ordine del giorno del Pd (illustrato dalla consigliera Simona Arletti) che chiedeva l’apertura dell’hospice, ma anche con l’approvazione di tutti gli emendamenti, da quello del sindaco a quelli di Movimento 5 Stelle e Mdp-Per me Modena. Un via libera che premia il lavoro portato avanti nei mesi scorsi dal comitato “Modena hospice onlus - dignità per la vita”, di cui fa parte anche l’assessore al Welfare Giuliana Urbelli. Per quanto riguarda il luogo in cui nascerà la nuova struttura, il primo cittadino, rispondendo così anche all’emendamento dei Cinque stelle che chiedeva di puntare su una struttura già esistente, ha proposto villa Montecuccoli di Baggiovara, edificio abbandonato dal 2003, quando la scuola elementare lo lasciò per trasferirsi nel centro della frazione. «Villa Montecuccoli sarebbe la soluzione ideale - ha ribadito il primo cittadino - perché così potremmo puntare sulla rigenerazione, costruendo una bella casa per le persone che andranno lì ad abitare: il nostro hospice infatti sarà proprio una casa, non un ospedale». Muzzarelli ha quindi fatto sapere di voler togliere la villa dal piano vendite del Comune (negli anni passati l’amministrazione aveva tentato senza successo di alienarla per quattro milioni e 200mila euro) per fare tutti gli approfondimenti del caso. «Modena - ha ricordato l’assessore Urbelli - è l’unica città capoluogo dell’Emilia Romagna in cui manca un hospice. E’ un tema che ci sta molto a cuore, e vale la pena continuare con questo percorso». D’accordo anche il capogruppo Mdp-Per me Modena Paolo Trande: «Noi - ha detto - abbiamo l’assoluta necessità di diversificare la risposta sanitaria al fine vita, perché quello che abbiamo messo insieme fino qui è lodevole, ma insufficiente rispetto alle esigenze dei cittadini». (l.g.)
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