Sassuolo. Ceramica Oscar, allarme per il concordato preventivo
Decisione improvvisa del proprietario egiziano, via allo stato di agitazione I sindacati: «Non si spiegano i debiti accumulati, vogliamo subito delle risposte»
SASSUOLO. Meno di tre anni fa lo stabilimento ceramico del gruppo Cbs La Guglia di Sassuolo, a rischio di chiusura con problemi per i 130 dipendenti, venne rilevato da un investitore straniero, Oscar For Porcelain and Ceramic Production, controllata dal gruppo egiziano Omega Ceramics guidato dall’imprenditore Kyrollos. L’operazione era riuscita a conservare il posto di lavoro a 86 persone, trasferendo le altre negli stabilimenti Cbs di Spilamberto e Solignano. Tutto questo nel 2015 ma ora all’improvviso, stando a quanto affermato dai sindacati, la proprietà ha depositato la domanda di concordato preventivo.
«Noi sindacalisti e i lavoratori - dice Letizia Giello, segretario nazionale Fesica-Confsal, Settore Ceramico - avevamo colto alcuni segnali non positivi: i magazzini ricolmi, i problemi produttivi, gli scarsi interventi di manutenzione e, soprattutto, le enormi difficoltà dimostrate nell’affrontare i temi relativi alla sicurezza sul lavoro e nella gestione delle attività date in appalto. I lavoratori, che ora sono 104, hanno sempre dato la massima disponibilità in termini organizzativi, tutte le volte che è stato richiesto di cambiare l’orario di lavoro o la mansione. Ci era stato detto che erano in arrivo finanziamenti dalla proprietà. Ora ci ritroviamo con la richiesta di concordato preventivo e noi lo abbiamo saputo il giorno dopo». Diventa comprensibile la preoccupazione di lavoratori e sindacati, anche se va sottolineato che per ora gli stipendi sono sempre stati pagati regolarmente. Voci non ufficiali parlano per Ceramica Oscar di un debito accumulato non inferiore a una decina di milioni di euro per un’azienda che ha un fatturato di circa 18 milioni. «Come si è potuto accumulare un debito consistente - dicono i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Fesica-Confsal - da richiedere un concordato per un’azienda che ci ha sempre detto che il mercato stava rispondendo bene? Quali sono ora le vere intenzioni della proprietà? Cosa succederà ai lavoratori già duramente provati dal concordato Cbs? Come si copriranno i turni non lavorati di questi ultimi giorni? Troppe risposte mancano ancora e i dubbi sulla tenuta dell’azienda per il futuro ci sono tutti. Vogliamo conoscere ogni dettaglio». I sindacati hanno per questo dichiarato lo stato di agitazione.
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