Modena. Cimino: «Dalla Corassori un servizio per la città»
Il presidente della polisportiva risponde punto su punto ai dubbi: «La nostra è una scommessa nuova e che dà fastidio a qualcuno»
MODENA. A volte avrebbe anche voglia di lasciare a qualcun altro, un po’ perché ormai la sua vita è a ottomila chilometri da Modena, un po’ perché tra lavori da finire e situazioni da gestire le cose da fare sono sempre tante (e tutto a titolo di volontariato). Del resto, il volontariato è sempre stato al centro della sua vita, a Fianarantsoa, città del Madagascar dove opera l’associazione che ha creato, ma anche al Villaggio Giardino, dove è presidente della polisportiva Corassori. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sul bingo ospitato dalla struttura e sulle nuove attività in arrivo, a intervenire è Francesco Cimino, numero uno della polivalente di via Newton.
Presidente Cimino, partiamo dal bingo, la cui presenza non è esattamente in linea con i valori della polisportiva: cosa succederà quando arriverà la lettera del Comune che chiederà all’esercizio di chiudere o spostarsi entro fine anno?
«La società Hippobingo ha una regolare concessione governativa e un contratto di affitto con la cooperativa, e ovviamente noi non possiamo annullare né l’uno né l’altro. Ma se il Comune, sulla base della legge regionale, può chiedere al bingo di chiudere o di trasferirsi è giusto che lo faccia: di certo noi non faremo battaglie per difendere l’attività. Del resto, in questi anni abbiamo fatto delle scelte precise negli spazi gestiti direttamente dalla cooperativa».
Per esempio?
«Il bar, che è nostro, non ha mai ospitato e non ospiterà macchinette, ma mostre fotografiche di giovani artisti. Per il resto, al centro della nostra attività ci sono lo sport e il volontariato, partendo dalla sede della onlus “La vita per te”, l’associazione che presiedo e che in questi anni ha realizzato diversi progetti in Madagascar, uno dei Paesi più poveri del mondo, dalla chirurgia pediatrica alla prevenzione dei tumori femminili. Io stesso ormai vivo là, anche se i lavori alle Corassori mi trattengono a Modena…».
Le Corassori, appunto. Tra le nuove attività in arrivo il poliambulatorio Gulliver e la mensa Cir, che però sono state considerate al 60% “no profit” e al 40% “profit”: non è una ripartizione un po’ curiosa?
«Il poliambulatorio offrirà servizi integrati con l’Ausl, con diverse attività per i portatori di handicap e per i pazienti con problemi neurologici, mentre Cir offrirà un servizio mensa convenzionato con studenti e docenti, aperto solo tre ore al giorno, che il Comune ci chiese già trent’anni fa, per andare incontro alle esigenze dei lavoratori della zona».
A parte la questione profit-no profit, l’ampliamento della polisportiva partito nel 2015 e ormai terminato è costato otto milioni: non è stato un intervento esagerato? «L’ampliamento nasce da un progetto di apertura delle porte della polisportiva. Insomma, abbiamo pensato che oggi non sia più giusto il concetto del “questo spazio è mio”, ma di aprire un servizio per il quartiere e per la città, un contenitore che offra spazi pubblici e privati: così, nella stessa struttura, sarà possibile fare sport e ballare, ottenere una prestazione specialistica nel poliambulatorio o pranzare in mensa. L’idea è quella di dare spazio anche ad altri, con due sole regole: tutte le attività offrono servizi alla persona e non devono farsi concorrenza tra di loro. Una scommessa nuova e che senza dubbio dà fastidio a qualcuno, ma che alla fine darà lavoro a 200 persone».
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