Fiumalbo, incendio doloso al bus dell'hotel "Il Laghetto"
E' accaduto nella notte. Il titolare Maurizio Nardini:"Non ho nemici, è assurdo"
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di Daniele Montanari
FIUMALBO. Non era mai avvenuto nella piccola comunità di Fiumalbo (1300 abitanti) e lo sconcerto non è mancato. Alle 0.50 di martedì, in via Versurone a un centinaio di metri dall’hotel “Il Laghetto”, in un vecchio bus di servizio parcheggiato (peraltro con un problema meccanico) a lato strada vicino al torrente all’improvviso si sono sviluppate fiamme che l’hanno completamente distrutto.
A dare l’allarme una passante che ha visto il bagliore nella notte: sul posto sono subito arrivati i vigili del fuoco volontari di Pieve, raggiunti dai colleghi di Pavullo, che sono stati impegnati fino alle 4 per completare le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza: il fuoco, alimentato dal gasolio del serbatoio e dalle plastiche interne, ha acquisito notevole forza.
Sono arrivati anche i carabinieri di Lama, quelli di Pieve e i colleghi del Norm di Pavullo, che stanno conducendo in sinergia le indagini. Pochi dubbi sul fatto che l’incendio sia stato doloso, per due fattori.
Innanzitutto il bus è bruciato dal piano corridoio interno, non dal vano motore come per un cortocircuito, e la porta davanti di salita passeggeri è stata trovata aperta, non saltata per il caldo. E poi a pochi metri, nella scarpata del torrente, è stata rinvenuta una tanica di benzina. Da dimostrare che sia stata utilizzata per l’incendio, ma il sospetto è altissimo.
Il bus, un Renault del 1995, era il più vecchio dei tre al servizio della Valentino Tour, il servizio noleggio aperto 12 anni fa da Maurizio Nardini, titolare anche dell’hotel (gestito dalla famiglia dal 1968, e da lui dal 1988), che sabato aveva compiuto i 58 anni e domenica, dopo aver servito il pranzo, aveva chiuso per andare due giorni alle terme di Piombino con la moglie.
Dove ha saputo dell’accaduto per telefono: «Sono allibito – dice – non ho mai subito intimidazioni di nessun tipo, non ho idea di chi possa aver compiuto un gesto del genere. Per fortuna che gli altri due bus, molto più nuovi, non erano lì: uno era in rientro da una gita, l’altro in carrozzeria. Sennò rischiavo anche quelli. La mia è una piccola azienda, per quanto con attività anche all’estero: non penso che possa dar fastidio. L’unico atto vandalico che ho subito su un bus è stato qualche mese fa la rottura della porta nel parcheggio di un autogrill ad Arezzo. Qualche furto in passato in hotel sì, nient’altro».
Il bus incendiato dovrebbe essere coperto da assicurazione. Ma l’accaduto ha comunque spiazzato: «È un atto lontano dal vivere di Fiumalbo e restiamo sconcertati – sottolinea il sindaco Mirto Campi – nessuno di noi si sogna di dare fuoco alla corriera di un amico. Una corriera peraltro su cui siamo saliti tutti in questi vent’anni: bimbi delle scuole, gite, squadre ospitate in albergo.... Eravamo abituati a vederla lì, era un po’ la corriera del paese, legata anche a tanti bei ricordi».
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