Gazzetta di Modena

Modena

Gli addetti delle false coop dal giudice con Castelfrigo

di Sara Donatelli
Gli addetti delle false coop dal giudice con Castelfrigo

Castelnuovo. Martedì prima udienza: «Ci devono assumere, l’azienda è regista» In Regione audizione dei sindacati: «Tanti settori a rischio per lo sfruttamento»

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CASTELNUOVO. La vertenza Castelfrigo approda in tribunale: a comunicarlo, l’avvocato Claudia Candeloro che insieme ai colleghi Marco Zaia e Daniele Trecca sta assistendo i 70 ex soci- lavoratori licenziati. «Nonostante la presenza delle cooperative - spiega Candeloro - riteniamo che Castelfrigo sia la reale datrice di lavoro dei lavoratori, che pur avendo un contratto come facchini svolgevano a tutti gli effetti la stessa funzione dei dipendenti diretti di Castelfrigo. Proprio per questo motivo chiederemo in primo luogo il riconoscimento dell’azienda come reale datrice di lavoro e in secondo luogo la riassunzione dei 70 licenziati come veri operai della ditta. Abbiamo suddiviso i lavoratori in sette gruppi da dieci e la prima udienza si svolgerà in Tribunale a Modena martedì alle 10.30. È una causa di fondamentale importanza non solo per i diretti interessati ma per tutti i lavoratori del distretto modenese della lavorazione delle carni».

Il comitato “Basta Schiavi” ha inoltre organizzato per domenica un rafforzamento del presidio permanente tuttora presente ai cancelli della Castelfrigo.

Proseguono intanto a pieno ritmo i lavori della Commissione regionale di studio e ricerca sulle cooperative spurie e fittizie. Ad essere ascoltati durante l’ultima udienza i rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil in quanto “il rapporto tra lavoratori e sindacati è un fattore da approfondire per individuare gli indicatori che ci aiutino a debellare il fenomeno delle cooperative spurie”, ha detto il presidente della Commissione Luca Sabattini. A tracciare un quadro della situazione presente in Emilia Romagna è stato Antonio Mattioli della Cgil, che ha segnalato come comparti maggiormente a rischio quello della logistica nella zona piacentina, quello della trasformazione delle carni nel modenese, il settore ortofrutticolo in Romagna, il distretto costiero del turismo e infine il mondo dell’edilizia tra Rimini e Piacenza.

Secondo Giorgio Graziani della Cisl è dunque necessario sradicare “la pratica distorsiva della competizione al ribasso” mentre per Roberto Rinaldi, rappresentante della Uil, “le coop spurie vengono messe in condizione di lavorare perché viene loro permesso”.

Unanime dunque la versione delle tre organizzazioni sindacali: «Da molto tempo ci sono situazioni di illegalità e l’abbiamo denunciato non solo nelle Procure, ma anche pubblicamente sui giornali. C’è una normativa ben definita, però spesso le associazioni sindacali sono state lasciate sole dalle istituzioni». Lapidario, infine, il commento di Piergiovanni Alleva, di AltraER: «L'attività delle cooperative spurie è come un calabrone che non dovrebbe volare, ma vola».

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