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FABIO TAROZZI DI FEDERMECCANICA 

«Metalmeccanica, giovani da formare con nuovi sistemi»

«Metalmeccanica, giovani da formare con nuovi sistemi»

I dati sull'andamento del settore metalmeccanico in Emilia Romagna sono positivi ma «anche in una realtà di grandi performance come l'Emilia, occorre creare sinergie tra politiche economiche, dell'ist...

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I dati sull'andamento del settore metalmeccanico in Emilia Romagna sono positivi ma «anche in una realtà di grandi performance come l'Emilia, occorre creare sinergie tra politiche economiche, dell'istruzione e del lavoro per garantire al territorio tutte le opportunità di sviluppo». Sono parole di Fabio Tarozzi, presidente e Ad della formiginese Siti - B&T Group e vicepresidente di Federmeccanica, che ha fatto il punto sull'andamento dell'economia in Emilia Romagna. L'Emilia Romagna si è confermata la prima regione italiana per crescita nel 2017, insieme alla Lombardia, e nel 2018 si prospetta prima assoluta, motore dell'economia italiana, davanti a Lombardia e Veneto, con un ritmo di crescita allineato a quello della Francia. «Nel Paese ci sono più di 100.000 imprese metalmeccaniche che occupano più di 1,6 milioni di lavoratori - ricorda Tarozzi - Il nostro settore è il più importante in italia e in Europa siamo secondi solo alla Germania. L'industria metalmeccanica, con circa 120 miliardi di valore aggiunto, contribuisce per l'8% al Pil nazionale e rappresenta il 50% delle esportazioni (216 miliardi di euro), generando un attivo dell'interscambio pari ad oltre 50 miliardi di euro. Continuare sulla strada delle riforme è indispensabile, così come stimolare la creazione di un ecosistema 4.0. Le istituzioni nazionali e locali devono operare in maniera coordinata per sostenere gli investimenti privati produttivi, in tecnologia e innovazione e gli investimenti pubblici, creare sistemi educativi che consentano di rispondere ai fabbisogni delle imprese», evidenzia il vicepresidente di Federmeccanica.

Sul secondo anno di applicazione del contratto dei metalmeccanici, Tarozzi dice che «per la prima volta in un contratto nazionale è stato previsto il diritto soggettivo alla formazione. Un importante investimento sulle persone: per i lavoratori e per le imprese».

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