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Modena, i carabinieri in festa: più arresti e prevenzione

Modena, i carabinieri in festa: più arresti e prevenzione

Il comandante Balboni: «Abbiamo aumentato i controlli, reati calati del 10%» Campagne nelle scuole per 6500 studenti contro droga, bullismo e le violenze

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MODENA. «In un anno, dal 1° maggio del 2017 al 30 marzo scorso i reati sono diminuiti del 10% a fronte odi un incremento degli arresti del 22%. Sono aumentati del 17 e del 20% i controlli effettuati a persone e ai mezzi. Vorrei evidenziare anche come i nostri investigatori, siano riusciti ad individuare gli autori di tutti gli omicidi per i quali hanno proceduto, incluso il recente efferato duplice omicidio consumato sulle colline di Zocca. E ancora vorrei ricordare l’arresto, in gennaio, di uno dei componenti di spicco di una delle Famiglie appartenenti alla ‘Ndrangheta connesse al processo Aemilia».

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È il biglietto da visita dei “nostri” carabinieri, quelli che operano in città e in provincia, che Giuseppe Balboni , comandante provinciale di Modena, ha offerto ieri alle autorità in occasione della tradizionale festa annuale, il 204° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Nella caserma di viale Tassoni c’erano tutti, dai cadetti ai militari con gli sci, gli ufficiali, i comandanti di compagnie, i gonfaloni, le corone, le bandiere e gli inni, una cerimonia ufficiale, una grande “riunione di famiglia” durante la quale sono stati consegnati gli encomi ai militari che si sono distinti in alcune importanti e delicate operazioni sul territorio. Ma non è stata, come del resto è stato così anche nelle altre occasioni, un momento di pura autocelebrazione: il comandante Balboni infatti, dando solo percentuali e non soffermandosi a sciorinare i dati delle operazioni voce per voce, ha piuttosto ricordato l’impegno costante nei confronti dei giovani e delle famiglie.

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Quell’impegno fuori dai riflettori ma non di meno importante e che richiede attenzione, sensibilità e presenza. Prossimità, tutela dei diritti, campagne di educazione alla prevenzione, anche nelle parrocchie e tra gli orti degli anziani. «Sono tempi difficili, in cui manca prima di tutto il rispetto per gli altri, in particolare nei giovani. Spesso si usa prendere la strada più breve, quale che sia, pur di raggiungere i propri obiettivi - ha detto il comandante - Ed è per questo che l’azione dell’Arma è protesa alla prossimità, e ora più che mai, alla prevenzione, alla rassicurazione e non ultima all’educazione in un contesto in cui la conflittualità interpersonale cresce esponenzialmente. In particolare voglio sottolineare come siano stati incentivati gli incontri per sensibilizzare le persone sui reati predatori e sul modo di prevenirli.

Sono infatti reati che colpiscono e offendono la persona, non solo per il valore sottratto ma soprattutto per la sensazione di vuoto che tale reato produce nella vittima, per non parlare di quando il reato colpisce persone più anziane la cui vita è stata improntata ai principi della lealtà e della fiducia nel prossimo ovvero quando il provento di tale reato sono i ricordi di una vita o di speciali affetti». Ecco perché i carabinieri modenesi si sono prodigati in attività per promuovere la cultura della legalità, affrontando il bullismo, il cyberbullismo, l’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, coinvolgendo circa 6500 studenti.

Promuovere ed ascoltare, come è accaduto nel caso del ragazzo che veniva taglieggiato da chi lo doveva assistere: la mamma si è rivolta ai carabinieri sapendo che avrebbe potuto contare su persone pronte ad ascoltare e capaci di ascoltare, come poi i risultati hanno dimostrato. Ascoltare e proteggere: proprio quest’anno presso la caserma di via Pico è stata inaugurata la stanza per l’ascolto protetto per le donne e i minori vittime di violenze. «Queste sono le attività tra le più importanti - ha affermato il comandante Balboni - Lo Stato c’è, noi ci siamo, abbiate fiducia, potete contare su di noi».

Stefano Totaro
 

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