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MUZZARELLI ASPETTA LE MOSSE DEL VIMINALE 

«Al Cpr agenti esterni senza indebolire la città»

«Al Cpr agenti esterni senza indebolire la città»

Sul centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) a Modena, l’unidella nostra regione, la giunta Muzzarelli resta in attesa.Troppo recente l’arrivo del nuovo governo giallo-verde di Giuseppe Conte per...

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Sul centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) a Modena, l’unidella nostra regione, la giunta Muzzarelli resta in attesa.

Troppo recente l’arrivo del nuovo governo giallo-verde di Giuseppe Conte per comprendere se davvero arriverà sotto la Ghirlandina il centro per ospitare stranieri con problemi di giustizia deciso dall’ex ministro dell’Interno Minniti (Pd).

La giunta prende, appunto, tempo, ora che Matteo Salvini (Lega) da poche ore ha preso il posto di Minniti.

«Per ora non abbiamo chiesto incontri con il nuovo ministro dell’Interno e restiamo in attesa di comprendere cosa Salvini intenderà fare di queste strutture. Le nostre richieste sul tema restano sempre le stesse, con particolare attenzione ai diritti umani», spiegano fonti dell’amministrazione comunale. La vicenda è delicata: «Se si vuole sistemare il Cpr a Modena - affermano fonti interne da Piazza grande - occorre personale aggiuntivo, perché non vogliamo che neppure un agente sia distolto dai compiti relativi alla sicurezza, che sia adeguatamente formato e che appunto non solo i parlamentari ma anche esponenti dell’amministrazione comunale possano accedere al futuro centro».

Richieste dunque ben precise su un tema - l’immigrazione e le sue problematiche - sul quale si sono giocati molti destini politici nella recente campagna elettorale. Era stato il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, modenese, insieme al sindaco della città Muzzarelli a gestire nei mesi scorsi la patata bollente relativa all’ex Cie.

Se è vero che da inizio del mese, dopo le elezioni del 4 marzo a oggi, non ci sono state novità è anche vero che in precedenza nonostante la presenza di Minniti a capo del Viminale i rapporti erano piuttosto rarefatti riguardo ai centri di permanenza. Due mesi fa, agli inizi di aprile, Gian Carlo Muzzarelli ha dovuto un pò fare buon viso a cattivo gioco visto che il sindaco sperava ci fosse una fase di confronto su costi e risorse del centro.

Modena non si oppone, questo in sostanza il parere del sindaco, a patto che siano rispettate alcune richieste. «Ho condiviso - ha spiegato Muzzarelli - alcune condizioni discusse in consiglio comunale e il rispetto di queste condizioni deve restare. Servono per il Cpr nuovi agenti per non sottrarne neppure uno al controllo del territorio, il personale del Cpr deve essere adeguatamente formato e dobbiamo poter controllare quel che accade». Insomma, sul tema Modena è stata chiara: ora la palla passa al neoministro Matteo Salvini, ricordando che il suo partito è sempre stato favorevole alla riconversione dell’hub di via Mattei a Bologna.

I Cpr, se non ci saranno novità, dovrebbero essere 11 in Italia per snellire le procedure per il rimpatrio dei migranti che non avranno il diritto a restare sul suolo nazionale.

Stefano Luppi

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