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L’appello dei consorzi: «Prodotti da difendere»

L’appello dei consorzi: «Prodotti da difendere»

I rappresentanti delle eccellenze modenesi onorati per la vetrina internazionale ribadiscono con forza la necessità che la Ue si impegni contro sofisticazioni e falsi

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BRUXELLES. Sono loro, i prodotti tipici di Modena, i veri protagonisti dell’expo di Bruxelles. Prelibatezze conosciute in tutto il mondo, e invidiate. Spesso, però, anche malamente imitate. Ed è necessario per questo difenderli non solo per l’orgoglio che rappresentano, ma anche per aiutare i produttori locali, costretti a combattere contro ingannevoli, ma più economiche, riproduzioni. Ci sono prodotti più di nicchia, come il prosciutto di Modena, altri famosi in tutto il mondo, come l’aceto balsamico tradizionale, il Parmigiano Reggiano o il lambrusco.

«Siamo onorati di essere qui – spiega Milena Ferrari di Piacere Modena – Il lambrusco è una delle eccellenze della nostra provincia più note nel mondo, ma è anche una di quelle che subisce più imitazioni: ecco perché essere qui è un’opportunità unica». Ferrari parla mentre si trova all’interno dell’emiciclo, laddove gli eurodeputati parlano del futuro dell’Europa: «È uno dei vini più commercializzati. Non è più, però, un prodotto di basso livello, ma è di eccellenza al pari degli altri vini nobili italiani».

C’è un’altra prelibatezza del territorio geminiano che sta lottando per emergere: «Siamo una nicchia ancora – racconta Anna Anceschi direttore del consorzio del prosciutto di Modena – abbiamo una produzione limitata e diffusa soprattutto a livello nazionale, anche se iniziamo ad allargare i nostri orizzonti verso gli Stati Uniti, il Giappone e l’Australia. Attraverso l’Europa possiamo proteggere i nostri tesori enogastronomici e raccontare quali sono le caratteristiche che rendono il prosciutto di Modena unico».

Chi non ha bisogno di presentazioni è l’aceto balsamico di Modena, rappresentato a Bruxelles da Mariangela Grosoli: «Questa è una opportunità per capire i meccanismi che muovono la normativa e la tutela europea sui prodotti agroalimentari. Noi a brevissimo avremo una sfida fondamentale, ovvero difendere il balsamico alla Corte di giustizia e dobbiamo giocarci le nostre carte al meglio anche cercando nuove alleanze. Il regolamento europeo di tutela di Igp e Dop è unico al mondo, ma è solo l’inizio di un percorso in salita perché gli altri Paesi dell’Ue non hanno la stessa sensibilità in materia che abbiamo noi o la Francia».

Eros Valenti, presidente della fondazione agroalimentare e membro di Palatipico, aggiunge: «Noi promuoviamo la qualità, non dimentichiamo che Modena è il territorio con più Igp e Dop in Italia. Chiediamo all’Europa di riconoscere questa qualità nel mondo e difenderla. E in tal senso il primo passo lo abbiamo fatto a Modena con la coesione dei consorzi, solo così possiamo informare il consumatore sulla differenza tra i nostri prodotti e quelli che frodano e si accaparrano le nostre caratteristiche».

Gli fa eco Emilio Braghin, presidente della sezione di Modena del consorzio Parmigiano Reggiano: «Noi abbiamo un ruolo importante non solo a livello italiano, ma anche della comunità economica europea. Il Parmigiano Reggiano è il re delle Dop tra i formaggi, una filiera certificata e controllata: quindi questo valore va difeso e fatto conoscere in tutto il mondo, evitando così che un’imitazione come il “Parmesan” possa far male ai produttori e anche ai consumatori, visto che non rispetta i nostri parametri». (gib)



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