Gazzetta di Modena

Modena

«L’economia è in crescita ma troppo lentamente»

«L’economia è in crescita ma troppo lentamente»

«Più 1,5% del Pil grazie alle esportazioni e agli investimenti in beni strumentali ma siamo ancora sotto del 5,5% rispetto al 2008». I giudizi sul sistema bancario

3 MINUTI DI LETTURA





Magari negli anni ’60 quel numero avrebbe fatto sorridere, e di certo non sarebbe stato associato a un segnale positivo. Ma oggi - e soprattutto dal 2008 in poi - ci siamo abituati a cifre ben diverse, e soprattutto precedute dal segno meno.

E così anche l’1,5% di crescita del Pil italiano per il 2017 ci porta a dire che va (abbastanza) bene, perché abbiamo ripreso a crescere, e lo abbiamo fatto superando la previsione positiva che parlava dell’1,2%.

Lo ha fatto notare Giuseppe Parigi, responsabile del Servizio economia e relazioni internazionali della Banca d’Italia, intervenuto ieri all’aula magna del Dipartimento di Economia “Marco Biagi” di Unimore per l’incontro organizzato da Bper Banca e Cefin per analizzare le considerazioni del governatore di Bankitalia nella sua relazione annuale del 29 maggio. A introdurre l’appuntamento, insieme ai professori Giovanni Solinas e Riccardo Ferretti di Unimore, è stato il d.g. di Bper Fabrizio Togni: «Pochi giorni fa - ha spiegato - abbiamo ascoltato il discorso del governatore Visco, che ha illustrato la situazione economica generale e ha approfondito realtà e prospettive del sistema bancario con un’esposizione chiara, a tratti quasi accorata nel precisare quali sono i punti fermi irrinunciabili per il nostro sistema Paese in una fase contrassegnata da grande incertezza».

Prima di passare la parola a Parigi, il d.g. di Bper ha quindi ricordato l’importanza della fiducia, «che per il nostro Paese è un bene irrinunciabile, oggi e in futuro». Quindi, analizzando la relazione del governatore Visco, il responsabile Servizio economia e relazioni internazionali della Banca d’Italia ha spiegato che «oggi ci troviamo in una fase del ciclo economico favorevole, tanto che anche in Italia finalmente si cresce: le previsioni dicevano che una crescita dell’1,2% del Pil sarebbe stata positiva, ma in realtà per il 2017 abbiamo raggiunto l’1,5%, grazie alla robusta dinamica delle esportazioni e alla domanda interna, in particolare quella degli investimenti in beni strumentali delle imprese».

Il nostro Paese è tornato a crescere ma continua a farlo troppo lentamente: «Il recupero del Pil dopo l’ultima recessione è stato più lento rispetto alle fasi di espansione negli anni successivi al 1970 - ha aggiunto Parigi - e il livello del prodotto interno lordo oggi è ancora inferiore del 5,5% a quello del primo trimestre 2008». Tra i problemi ancora irrisolti, infatti, c’è quello del divario tra nord e Mezzogiorno, mentre tra gli aspetti positivi per l’anno in corso, almeno riguardo alle previsioni, c’è la nuova accelerazione degli investimenti. E, sempre per Bankitalia, all’incontro è intervenuto il responsabile del Servizio supervisione bancaria Ciro Vacca: «La cartella clinica del “paziente” sistema bancario italiano - ha detto - dice che il livello di patrimonializzazione si è sensibilmente elevato e che la redditività è in aumento. Oggi però ci sono problemi che riguardano soprattutto le banche più piccole, che devono fare network con operazioni di concentrazione, portare avanti meccanismi di protezione istituzionale basati su accordi di sostegno reciproco in caso di difficoltà ed esternalizzare alcune funzioni».

Luca Gardinale

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google