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La locomotiva ceramica continua a correre

di Alfonso Scibona
La locomotiva ceramica continua a correre

Confindustria presenta i dati del 2017 che si conferma ancora un anno in crescita Il fatturato è stato di 5,5 miliardi e l’export dell’85%. Crescono anche gli occupati

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I dati statistici relativi al 2017, presentati in anteprima nel dicembre scorso, sono stati ripresentati, con le correzioni del caso, ieri nella sede di Confindustria Ceramica.

Dati che, prendendo in esame tutti i comparti che ne fanno parte (piastrelle, sanitari, stoviglie e refrattari) sommano 222 aziende, con 25146 addetti (381 in più rispetto al 2016) che hanno prodotto un fatturato complessivo di oltre 6,3 miliardi di euro.

Il settore ceramico, quello trainante e di maggior interesse per il territorio vede complessivamente attive nel 2017 ben 145 aziende, con 19515 addetti (+2,9%) che nel corso del 2017 hanno prodotto 422 milioni di metri quadrati di prodotto ceramico (+1,6% rispetto all'anno precedente). Di questi sono stati venduti 421,9 milioni di metri quadrati (+1,8%) con un piccolo incremento anche in Italia: 83,7 milioni di metri (+1,1% rispetto al 2016). In aumento l'export che raggiunge i 338,2 milioni di metri quadrati (+1,9%). Il fatturato complessivo delle aziende produttrici in Italia arriva a 5,5 miliardi di euro (+2,2%) con 4,7 miliardi di export ed 842 milioni di introiti dal mercato domestico.

«Il settore della ceramica consolida la propria struttura settoriale - afferma Vittorio Borelli, presidente di Confindustria Ceramica - in un quadro di forti investimenti in nuove tecnologie, per mantenere la leadership mondiale in un contesto positivo per la domanda globale dei nostri prodotti, anche se sempre più competitivo e concorrenziale. In termini di fatturato, siamo ritornati dopo 10 anni ai livelli pre crisi del 2008, anche se oggi produciamo e vendiamo circa 80 milioni di metri quadrati in meno, soprattutto per il calo del mercato interno. Il mercato delle costruzioni in Italia, che dall’avvento della crisi ha dimezzato i propri volumi di attività, si sta attestando su di una crescita nel medio termine del +1,5% annuo, grazie a segnali positivi che arrivano da tutti i segmenti. Se osserviamo i mercati esteri dell’edilizia, in Europa ci si aspetta una crescita più contenuta, rispetto al 2017, mentre negli Stati Uniti le attese parlano invece di una ripresa più vigorosa. Tra i ‘nuovi mercati’, le prospettive più favorevoli appartengono senza dubbio ai paesi dell’area del Golfo, seguiti dall’Europa Orientale».

Per il quarto anno consecutivo gli investimenti sono in crescita: nel 2017 hanno raggiunto i 514,9 milioni di euro (+28,6% sul 2016; 1,8 miliardi nel quinquennio), con una quota sul fatturato annuo pari al 9,3%, ai vertici dei settori manifatturieri nazionali. Tra le ragioni, le opportunità date dalle misure di Industria 4.0, colte appieno dalle aziende del settore, il recupero di competitività attraverso tecnologie più evolute, l’ammodernamento degli stabilimenti e delle linee produttive, e la conseguente fiducia sulle prospettive del settore. Le aziende attive all’estero, controllate da otto gruppi ceramici italiani, che nel 2017 hanno occupato 3138 addetti in fabbriche estere, hanno prodotto 87 milioni di metri quadrati di piastrelle (+0,8%) per un fatturato di 862,1 milioni di euro (+0,8%), frutto di vendite per 469,9 milioni di euro da attività in Europa e per la restante parte, 392,2 milioni di euro, da vendite in Nord America.

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