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Modena.Centro storico: mini-ricatti ai negozianti

di Luca Gardinale
Modena.Centro storico: mini-ricatti ai negozianti

Commercianti costretti a fare offerte di denaro dai balordi che imperversano nella zona del centro da corso Canalchiaro fino al mercato Albinelli e non solo.

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MOENA. Quando sono in buona - si fa per dire - si limitano a chiedere insistentemente l’elemosina alle signore che escono dal mercato Albinelli, alla mattina. Quando sono un po’ più “carichi”, però, succede qualcosa di più: un “qualcosa” che comprende un ventaglio piuttosto ampio di azioni, che vanno dal piombare con un motorino senza targa contro le auto in sosta al rubare le offerte in Duomo, dalle offese senza motivo ai passanti ai furti nei negozi. Per arrivare poi all’azione più grave, la richiesta un’“offerta” in cambio della promessa di non disturbare più, che diventa una vera e propria minaccia quando il malcapitato si rifiuta di cedere al tentativo di estorsione. Il fatto è che i malcapitati in questione sono tanti: diversi commercianti di corso Canalchiaro e della zona del mercato Albinelli, aree che da tempo rappresentano il principale “luogo di lavoro” di una famiglia rom che risiede in piazzale Redecocca, che però ogni tanto non disdegna qualche scorribanda nelle altre zone del centro. Famiglia ormai conosciuta da tutto il vicinato, dal momento che tante persone, tra negozianti e cittadini che fanno la spesa al mercato Albinelli, hanno avuto a che fare con lei. E in particolare hanno avuto a che fare con il giovane - un uomo di una trentina d’anni - che spesso si presenta ubriaco nei negozi per chiedere soldi e minacciare i commercianti: lo stesso che sabato pomeriggio è piombato con un motorino senza targa contro un’auto parcheggiata in Canalchiaro, danneggiandola e poi fuggendo, aiutato dalla moglie.

«Spesso vengono in negozio in due o tre - racconta una commerciante della zona - per chiedere di avere, ma a volte per prendere direttamente, qualche cosa. Li vediamo all’opera già dal mattino, ciondolando tra Canalchiaro e i Viali: dopo aver lasciato un buon numero di bottiglie di vetro alla fermata dell’autobus, partono per raggiungere il mercato Albinelli, dove passano la mattinata insultando le persone e cercando di farsi dare qualche soldo dalle signore che fanno la spesa». E dalla richiesta di elemosina alla minaccia la strada è piuttosto breve: «Alcuni miei colleghi, soprattutto i più anziani, sono stati minacciati - riprende la commerciante - e sono stati costretti a dar loro dei soldi per farli smettere. E quando qualche negoziante più giovane ha cercato di aiutarli, spiegando a queste persone che non possono comportarsi così, si è sentito dire un “tu non ti immischiare, altrimenti…”». Una situazione che conosce bene anche Alessio Bardelli, presidente dell’Associazione commercianti e residenti “SanFra”: «Sabato sera il solito nomade noto alle forze dell’ordine imperversava in tutto il centro storico con un motorino probabilmente rubato, senza targa, danneggiando auto e importunando clienti delle attività commerciali - spiega - il problema non è localizzato in San Francesco, ma è di tutto il centro, dove ormai da due anni un gruppo di nomadi ha preso possesso di panchine e spazi pubblici sporcando, danneggiando e importunando i passanti. La maggior parte dei commercianti sta subendo da tempo uno stato di rassegnazione che è molto pericolosa, perché alla radice di una società civile ci deve essere la pena certa per queste persone che delinquono continuamente. Da ormai un anno ci sono state promesse telecamere che aspettiamo con ansia - incalza Bardelli - ma soprattutto chiediamo di essere tutelati con ogni mezzo di fronte a questi personaggi».
 

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