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Pendolari, scatta la rivolta «Treni vecchi e in ritardo»

di Valeria Cammarota
Pendolari, scatta la rivolta «Treni vecchi e in ritardo»

«Il numero di soppressioni sulla Carpi Mantova è inaccettabile: 282 nel 2017» Frascarolo: «I convogli sono inadeguati e la manutenzione fatta è scarsa»

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Un’assemblea pubblica per ribadire i problemi della linea Modena-Carpi-Mantova, anche nei confronti del Comune perché se ne faccia interprete nelle sedi opportune, e per rilanciare il tema contro il rischio che l’attenzione nei suoi confronti scompaia: martedì sera, in San Rocco, Angelo Frascarolo, presidente del comitato utenti della ferrovia Modena-Carpi-Mantova, Giuseppe Poli, responsabile Trasporti Federconsumatori Emilia Romagna e l’assessore alla Mobilità, Cesare Galantini, hanno esposto le principali esigenze di pendolari e viaggiatori.

«Il primo problema è rappresentato da cancellazioni e ritardi, a sua volta aggravato dalla vetustà dei treni - ha spiegato Frascarolo - Sono troppo vecchi: appartengono a una generazione di vetture nate tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. Li stanno dismettendo in varie zone, sono rimasti solo qua. Un altro fattore che incide negativamente è dato dalle linee, che hanno problemi legati a scarsa manutenzione».

C’è poi la questione tariffaria. Fino al 2012 esisteva un accordo tra Trenitalia e l’allora Atcm (ora Seta) per cui tra Modena, Carpi e le altre destinazioni della Bassa il biglietto valeva sia sui bus sia sui treni: a Natale del 2012, di punto in bianco, Trenitalia ha disdettato l’accordo che a seguito delle proteste è stato ripristinato con proroghe annuali a condizioni, però, sempre peggiori.

«Il 31 agosto scade l’accordo: la questione va affrontata per tempo» ha affermato Frascarolo. Assai significativi anche i dati illustrati da Giuseppe Poli. «Abbiamo ritardi paurosi sull’introduzione del biglietto elettronico, sperimentato da Atcm già 20 anni fa - ha spiegato - Forse l’anno prossimo, con la fusione tra Trenitalia regionale e Tper, sarà più facile arrivare al biglietto unico. È, questa, una delle nostre attività prioritarie». I dati poi. Nella tratta Modena - Mantova, lo standard del contratto di servizio che prevede una puntualità superiore al 91% dei treni regionali è scesa ben al di sotto: tra novembre e dicembre 2017 si è attestata poco sopra l’80%.

Il numero di soppressioni, poi: 410 nel 2015, 256 nel 2016, 282 nel 2017.

«Numeri come questi, per una città come Carpi, sono insufficienti» ha sottolineato Giuseppe Poli.

A tutto questo si sono aggiunte le rimostranze di chi lamenta scelte politiche a sfavore dell’ambiente drenando soldi e risorse a favore del trasporto su gomme e di chi sottolinea la mancanza di un collegamento, dopo le 22, tra Carpi e il resto del mondo.

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