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«Senza l’Italia, l’Europa è debole»

«Senza l’Italia, l’Europa è debole»

L’europarlamentare Kyenge (Pd): «Modena ha tanto da offrire: non manca nulla»

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DAL’INVIATO. «Senza l’Italia l’Europa è debole». Cecile Kyenge crede fermamente nell’Europa, così come crede con convinzione che il nostro Paese non debba uscire dall’Unione europea, ma entrarvi con ancora più forza e convinzione, facendo valere le proprie ragioni e sfruttando le opportunità che la Comunità rappresenta. Occasioni come l’evento svolto ieri a Bruxelles, in cui Modena e le sue eccellenze sono state apprezzate ed è proprio il caso di dirlo divorate: «Modena ha tanto da offrire – spiega l’eurodeputata -. Se parliamo dell’Europa dei popoli noi dobbiamo partire da qui, aprendo le porte delle istituzioni alla cittadinanza, portando anche le eccellenze del nostro territorio. Ho voluto organizzare tutto ciò perché alla nostra città e alla nostra provincia non manca nulla. Abbiamo un patrimonio culturale enorme, per non parlare del settore gastronomico. E sono proprio le eccellenze della tavola geminiana che ho voluto mettere in mostra a Bruxelles, grazie ai diversi consorzi, all’associazione San Nicola di Castelfranco per i tortellini, per non parlare delle scuole specializzate, come lo Spallanzani e l’alberghiera di Serramazzoni. Ecco cosa significa l’Europa dei popoli». Ma c’è un altro aspetto a cui l’eurodeputata tiene tantissimo ed è quello dell’inclusione sociale, ovvero non lasciare fuori chi vive difficoltà quali ad esempio la disabilità. E per fare inclusione la gastronomia può essere uno strumento incredibile: «Abbiamo voluto che fossero con noi esempi di buone pratiche nel campo dell’inclusione sociale, anche per trattare un tema delicato come la vulnerabilità dei soggetti più deboli. Per questo motivo sono qui con noi La Lanterna di Diogene di Bomporto e Terre Vive da Carpi, ristoranti che sono la dimostrazione di come si possa fare davvero inclusione sociale con qualità. Qualità anche di vita, un’altra peculiarità tipica della nostra terra». E visto che mentre parla campeggia alle sue spalle un’enorme immagine dell’europarlamento in sessione plenaria, non può esimersi dal lanciare qualche stoccata a chi in quel parlamento non crede più. A chi considera l’Europa un problema, più che un alleato: «Ho voluto che la delegazione modenese facesse un tour per il Parlamento proprio per far capire come questo organo e ciò che rappresenta funzionino. Il problema è che noi comunichiamo poco e male. Dobbiamo iniziare a fare una comunicazione corretta e a far capire che l’Europa è il luogo delle opportunità e che l’Europa in realtà siamo noi. Anche perché se parlo dell’Italia - e ci tengo molto che i nostri connazionali capiscano questo concetto - parlo di un Paese che è il terzo finanziatore dell’Unione europea. Quindi se andiamo a vedere il bilancio dei prossimi anni noi abbiamo tanto da dire, cominciando a utilizzare anche politicamente il potere che deriva dal nostro ruolo contributivo. Questo per far comprendere che senza l’Italia l’Europa perde tanto e perde anche il fondamento su cui si fonda l’equa ridistribuzione delle responsabilità». Insomma Europa sì, ma con un’Italia protagonista. (g.b.)



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