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Libera-Bartolacelli, diatriba sulla legalità

 Libera-Bartolacelli, diatriba sulla legalità

A ieri, solo tre dei quattro candidati sindaco di Serramazzoni risultavano aver firmato e consegnato la Carta d’impegni proposta dal Presidio del Frignano di Libera. Un documento ispirato a sei...

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A ieri, solo tre dei quattro candidati sindaco di Serramazzoni risultavano aver firmato e consegnato la Carta d’impegni proposta dal Presidio del Frignano di Libera. Un documento ispirato a sei principi chiave definiti nella Carta di Avviso Pubblico per la buona politica: contrasto al conflitto d’interessi, al clientelismo e alle pressioni indebite; trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica; scelte pubbliche e meritocratiche per le nomine e gli incarichi interni ed esterni; impegno a non accettare regali o altri benefici aventi valore economico; piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini; rinuncia alla prescrizione, ovvero dimissioni in caso di rinvio a giudizio per reati gravi.

Un documento preparato per il confronto del 31 maggio, data in cui è risultata mancante solo la lista di Claudio Bartolacelli. Che peraltro lunedì sera a San Dalmazio, nel parlare esplicitamente della Carta, ancora non ha detto se l’avesse firmata o meno, aggiungendo anche che secondo lui la sala di Cultura andava intitolata all’ex sindaco Nelson Muzzarelli piuttosto che alle vittime innocenti di mafia. Al che ieri il Presidio ha tirato le fila, e in una nota ha commentato: «Ci spiace che una delle quattro liste abbia ritenuto inutile firmare, non comprendendo l’alto valore simbolico di un’iniziativa come questa. Tuttavia questo rifiuto non ci ha sorpresi. Constatiamo che ci sono persone che faticano a fare autocritica e trarre insegnamento dai fatti che hanno portato il Comune alle conseguenze che tutti conosciamo. Il Presidio di Libera Frignano nel 2014 quando è nato, ha scelto di intitolare la sala di Cultura alle vittime innocenti delle mafie accogliendo l’invito rivolto a tutta la comunità civile da don Luigi Ciotti sull’urgenza di richiamare l’attenzione di tutti, anche di coloro che ancora sottovalutano la presenza mafiosa nel tessuto sociale ed economico dell’Italia, a non essere mai più solo spettatori, ma impegnati e attivi cittadini all’interno delle proprie comunità».

«Ho detto a Libera che darò la lettera firmata – ha dichiarato ieri Bartolacelli interpellato dalla Gazzetta - e lo farò domani (oggi, ndr), ma che mi ritengo un candidato e cittadino onesto indipendentemente dal fatto che metta la firma o meno. Quanto alla sala di Cultura, ribadisco la mia opinione: era meglio intitolarla a Muzzarelli, che aveva fatto di Serra il primo paese dell’Appennino per il turismo». (dm)

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