Modena «Minacce ai negozianti in centro, non è tollerabile»
Lunedì ennesimo furto su un'auto in sosta. Confesercenti: «Questo è un modus operandi della criminalità organizzata»
MODENA. Dal barista di via Giardini che verso sera si chiude dentro, evitando così di trovarsi di fronte i clienti “sbagliati”, all’anziana importunata mentre va a fare la spesa al mercato Albinelli, passando per il commerciante di via Selmi costretto a fare un’offerta - che più che altro assomiglia a un “pizzo” - per evitare le minacce. Perché sono diversi, e soprattutto in tutto il centro storico, arrivando anche oltre il Gallo, fino alla zona San Faustino, i commercianti modenesi che negli ultimi mesi hanno avuto a che fare con il gruppo di nomadi che imperversa nel cuore della città, tra ubriachezza molesta e richieste di denaro sotto minaccia.
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E mentre emerge che lunedì scorso - a due giorni dall’episodio del motorino guidato da un nomade ubriaco e piombato contro un’auto in sosta - un cittadino che aveva parcheggiato nella zona di San Francesco si è ritrovato i finestrini rotti e diversi oggetti rubati, a intervenire chiedendo più attenzione all’amministrazione comunale e alle forze dell’ordine è l’associazione Confesercenti Area di Modena: «Più che un ritorno, è un ripetersi di fatti molto preoccupanti senza alcuna soluzione di discontinuità. Episodi già evidenziati da Confesercenti mesi fa - fa notare l’associazione del commercio - tra l’indifferenza generale, e denunciati ripetutamente sia dal presidente di “Sanfra” Alessio Bardelli, sia da negozianti e cittadini della zona. Non è più tollerabile che un’ampia zona del centro storico, il salotto buono della città, continui a essere in balia delle scorribande di questi balordi»
Una situazione molto preoccupante e che se non controllata rischia di degenerare, mentre in questi giorni i commercianti si chiedono se l’esposizione mediatica non rischi di avere un effetto negativo, allontanando i clienti dal centro storico. Del resto, la situazione è nota anche alla polizia municipale, che ha un presidio fisso in San Francesco, anche se per il momento il gruppo di nomadi continua ad agire indisturbato. «Stando a quanto riportato dagli organi d’informazione - riprende l’associazione di categoria - siamo arrivati alle minacce, alle ritorsioni, ad una sorta di “richiesta del pizzo” a negozianti e frequentatori delle attività in zona, che scimmiotta il modus operandi della criminalità organizzata».
Secondo Confesercenti, dunque, quello fatto negli ultimi tempi è «un salto di qualità preoccupante, con un’assuefazione a modelli deprecabili da combattere duramente ed estirpare con ogni mezzo. Riteniamo pertanto indispensabile porre quanto prima un freno a questa escalation - incalza Confesercenti Area Modena - e che quindi le istituzioni, in accordo con le forze dell’ordine, intervengano in maniera risolutiva sia sul versante delle indagini che della necessaria, a questo punto, repressione, contro personaggi fin troppo noti e ormai purtroppo famosi per i ripetuti episodi di vandalismo contro persone e cose.
Personaggi che andrebbero allontanati dal centro e dalla città, oltre che puniti secondo i termini di legge, senza remora alcuna. E’ giunto il momento di trovare una soluzione al problema - conclude l’associazione, auspicando un intervento immediato - per la tutela e la sicurezza dei cittadini e degli operatori del commercio: il cuore storico di Modena e Modena stessa hanno forte necessità di legalità».
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