Presi i ladri di pc, due assalirono il Meucci
Caso risolto in meno di 24 ore. Uno è in carcere, l’altro ai domiciliari, un terzo denunciato. Parte del bottino è stato venduto
I filmati delle telecamere di sorveglianza dell’istituto Sacro Cuore hanno consentito di recuperare in meno di 24 ore parte dei computer sottratti nella notte di mercoledì.
Contattati dal preside Claudio Cavazzuti, i carabinieri di Carpi hanno riconosciuto nelle immagini i tre ladri, due dei quali nell’aprile 2017 avevano partecipato alla razzia di autobus la cui corsa era terminata contro il Meucci. Nel dare la notizia, ieri, del ritrovamento di 13 dei 23 portatili, il capitano Alessandro Iacovelli ha spiegato i fatti avvenuti nelle prime ore di mercoledì. Alle 4. 20, due giovani trovano aperto il cancellino della scuola in via Curta Santa Chiara. Entrano, fanno il giro dello stabile fino al cortile interno e qui si intrattengono a fumare e a bere il caffè delle macchinette, dopodiché sfondano il vetro della porta di accesso ed entrano nella classe V, dove prendono la chiave dell’aula professori.
Vi trovano i primi sei pc, custoditi in un armadietto di cui sfondano la porta. Poi salgono al piano superiore e vanno nell’aula di informatica, dove fanno man bassa dell’attrezzatura: 17 computer che portano fuori dall’istituto in una cesta di vimini e in alcune grosse sporte. Ad attenderli un terzo ragazzo che, alle 5. 20, li aiuta a trasportare la refurtiva. Insieme si dirigono in via Spinelli, e nascondono il bottino di 10 mila euro. Dopo una pausa che serve loro a camuffarsi, i tre tornano a recuperare la merce: nascondono cinque pc in una boscaglia della tangenziale Losi, ne vendono otto a un ricettatore residente in via Svezia (un 24enne di origine argentina che viene poi identificato) per 150 euro e spostano i restanti 10 in una siepe in via Lugli, da dove scappano perché notati da un uomo alla guida di un Ducato bianco da cui credono verranno denunciati. E, invece, destino vuole che quest’ultimo a sua volta rubi i 10 computer su cui ancora investigano i carabinieri.
Lo studio dei filmati porta innanzitutto al riconoscimento di un giovane dall’andatura particolare: è uno dei vandali del Meucci, che raggiunto a casa viene trovato in compagnia del secondo complice. Il primo, 19 anni, è di origini senegalesi e avrebbe dovuto essere in casa, essendo ancora in atto gli arresti domiciliari validi fino al prossimo 21 agosto, mentre il secondo, 18 anni, tunisino, è un operaio di Italcarni. Il terzo, 18enne nato a Carpi da genitori tunisini, viene rintracciato grazie ai tabulati telefonici. Anche lui fa parte della scorribanda dell’aprile 2017: fuggito dal centro di accoglienza di Imola dove doveva trovarsi, si era reso irreperibile insieme alla fidanzata. È lui la mente del furto di mercoledì e ora è all’istituto penale minorile di Bologna. Il senegalese, invece, è ancora ai domiciliari a Carpi, in attesa di aggravamento della misura. Il terzo è stato denunciato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
